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Napoli centrale

1° maggio tra Chiaiano e Bagnoli

Di appuntamenti per festeggiare il primo maggio ce ne sono tanti, e sarebbe bello riuscire a partecipare contemporaneamente a tutti quelli che si organizzano in città. Ma ovviamente non è possibile, allora forse si può cercare di fare un salto a più raduni o in alternativa presenziare a quello più vicino al nostro territorio. Qui vi propongo due iniziative interessanti a Chiaiano organizzato dai Commons – rete dei comitati in difesa dei beni comuni e a Bagnoli con le realtà dell’autorganizzazione e dei disoccupati.

A Chiaiano per i beni comuni

“La quarta edizione del 1°Maggio a Chiaiano giunge in una fase particolarmente complessa nel nostro paese. In un anno sono cambiate molte cose per il nostro territorio, per l’area metropolitana napoletana e per il paese. Dalla chiusura della discarica di Chiaiano al nuovo governo Monti, dalle nuove spinte inceneritoriste in Campania alle politiche di austerità della BCE e del Fmi, dalla caduta di Berlusconi alla vergognosa riforma Fornero con lo smantellamento dell’articolo 18 e del contratto collettivo nazionale.

Il 1°Maggio 2012 non può che avere al centro questi temi ed essere una giornata di happening di lotta ed approfondimento per le tante realtà territoriali e nazionali che in questa fase provano ad essere il motore del conflitto sociale contro la crisi e le politiche di dismissione dei diritti, volute dalla troika europea e del governo Monti.
Una giornata che sarà strutturata intorno alla valorizzazione delle singole lotte sui temi del lavoro, della democrazia e della difesa dei beni comuni, temi centrali nelle lotte sociali nel paese e sui territori. Ma il nostro 1°Maggio a Chiaiano sarà anche una giornata in cui alzare un ponte con la lotta della Val di Susa, grazie ad un collegamento con il presidio di Bussoleno, a dimostrazione di come la costruzione di ponti e sinergie tra le lotte territoriali possa rafforzare il piano della condivisione degli obiettivi delle lotte in difesa dei beni comuni, tema sul quale oggi più che mai ci troviamo a respingere non solo nuove offensive che mirano alla distruzione dei territori ed al saccheggio delle risorse, ma anche ad una idea malsana che vede esaurirsi nella riforma costituzionale il tema del governo collettivo dei beni comuni.
Al centro della giornata resterà il tema della democrazia e del lavoro, valorizzando quelle lotte che intorno alla difesa dell’articolo 18 e del CCNL stanno facendo da vettore di una auspicata ricomposizione di classe sul terreno del conflitto sociale. L’attesa per lo sciopero generale convocato dalla CGIL deve essere terreno di costruzione di conflitto sociale e mobilitazione permanente, così come l’appuntamento di Francoforte alla metà del mese di maggio sarà un’occasione per misurarci sul terreno dello scontro sociale sul piano europeo.
Un 1°Maggio che sarà per noi anche il primo con la discarica di Chiaiano chiusa, grazie alla mobilitazione delle comunità e dei movimenti sociali, ed il primo in cui lanciare la campagna contro la costruzione dell’inceneritore a Giugliano, un mostro velenoso che rischia di colpire con le sue emissioni Napoli e la sua provincia. Una campagna che passa anche per le mobilitazioni contro l’apertura della discarica a Quarto, che sta vedendo in queste settimane una intera comunità mobilitarsi con determinazione contro i piani di Regione e Provincia.
Una giornata che abbiamo deciso di dedicare quindi ad un doppio crinale, quello delle lotte territoriali e quello delle campagne nazionali ed europee.

Un happening, non risolve da solo il tema della ripresa del conflitto sociale nei termini più appropriati rispetto alla fase, ma serve come terreno di autovalorizzazione delle lotte sociali senza le quali non si vedrebbe nessuna luce infondo al tunnel.
Invitiamo tutte le realtà sociali, i comitati territoriali, le associazioni di base, il sindacalismo conflittuale, i centri sociali, i collettivi studenteschi, a essere a Chiaiano il 1° Maggio con un proprio spazio autogestito per essere un ulteriore valore aggiunto alla giornata”.

Programma :

1° Maggio a Chiaiano – Via Cupa dei Cani – Rotonda Titanic

dalle ore 10:00 alle ore 15:00
Prodotti biologici con “La Ragnatela” – Genuino Clandestino mercato senza mercanti.

Ore 12:30
“Nel paese dei beni comuni” incontro con Erri de Luca
Musica popolare e tammorre esibizione acustica di O’Rom

dalle ore 16:00 in poi apertura degli stand informativi e di lotta
dalle ore 18:00 apertura bar e cucina

Dalle ore 20:00 alle ore 21:00
“1°Maggio della democrazia e del lavoro contro la crisi e le politiche di austerità”

Interventi di :

Maurizio Landini – in collegamento telefonico

Movimento No Tav – in collegamento telefonico da Bussoleno
operai della FIOM di Pomigliano d’Arco, Comitato No Debito Napoli, Movimento dei precari Bros.

Dalle ore 21:15 concerto con :

Napoli Sotterranea Crew
J-bone feat Ekspo & Enzomare
O’Rom
Ciccio Merolla
Concerto Musicale Speranza
Fuossera
Lucariello
Bisca

 

Bagnoli 1 MAGGIO AUTORGANIZZATO E DI LOTTA!

 
Già dall’insediamento di Monti era evidente l’obiettivo principale di questo governo dei padroni e della Bce: distruggere ciò che restava dei diritti dei lavoratori, assaltando l’articolo 18, con lo scontato lasciapassare dei sindacati e di tutti i partiti che sostengono questo governo. La cancellazione formale e generalizzata dell’articolo 18, ultimo baluardo di un tessuto di tutele e di conquiste già scardinate, si inserisce in quel percorso di attacco al mondo del lavoro iniziato dal Pacchetto Treu, passando per la Legge Biagi e la riforma Brunetta, fino al Piano Marchionne in Fiat.

I padroni, uniti da destra a “sinistra” quando si tratta di succhiare il sangue ad operai e lavoratori, oramai la lotta di classe la conducono quotidianamente, in maniera spietata e senza esclusione di colpi: attacchi indiscriminati al salario diretto, indiretto e differito, ai servizi sociali e ai beni pubblici.

La propaganda padronale ha per mesi spacciato questo governo come il salvatore della patria, illudendo milioni di proletari della necessità dei “sacrifici” per uscire dalla “crisi”. Del resto, è la stessa sorte cui hanno assistito i paesi maggiormente colpiti dalla crisi: Portogallo, Irlanda, Spagna, per non parlare della Grecia perennemente sull’orlo della rivolta di massa.

Fino ad ora la crisi l’hanno pagata solo i lavoratori dipendenti, gli operai, i precari, i disoccupati ed i pensionati. Tra questi i lavoratori immigrati sono additati dai partiti xenofobi come “responsabili dell’insicurezza nazionale” e ricattati da leggi infami, anche quando sono travestite nelle forme del “razzismo democratico”. Vengono repressi e deportati con pratiche criminali e umilianti, mentre il grande capitale ne sfrutta la precarietà sociale per imporre tassi di sfruttamento pazzeschi. Chi abbocca a queste campagne razziste si presta quindi all’eterno giochino della guerra tra poveri. Mentre le corporazioni ed grandi patrimoni, al di là dei “teatrali” blitz a Cortina, non sono stati sfiorati, tutt’altro: si regalano due miliardi e mezzo a Morgan Stanley, si stanziano decine di miliardi per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 e per proseguire missioni di morte, chiamate “umanitarie”, contro altri paesi, si tenta di portare a compimento l’inutile e distruttiva linea TAV, calpestando la volontà di un intera comunità e di milioni di cittadini solidali col popolo della val di Susa, reprimendo in maniera brutale il suo straordinario movimento di resistenza.

La scelta di organizzare il 1 maggio in zona flegrea (Fuorigrotta – Bagnoli) non è campanilistica o localistica. E’ evidente infatti che rilanciare la data del 1 maggio, in una fase di attacco generalizzato al mondo del lavoro, all’interno di un quartiere simbolo del movimento operaio e di un’area post-industriale è una scelta del tutto voluta che non vuole sminuire gli aspetti generali per quelli locali. Una zona della città ricca di memoria storica dove permane ancora un senso di appartenenza a quella classe operaia che ha pagato con i propri morti la criminale produzione di amianto, i cui responsabili sono rimasti ancora una volta impuniti. Un territorio distrutto e devastato dalla speculazione, dallo sperpero di denaro pubblico, dalle politiche di sfruttamento dei territori, legate esclusivamente al profitto dei padroni e delle varie amministrazioni nazionali e locali di destra come di sinistra.

L’ultima arrivata è l’amministrazione De Magistris che, candidandosi ad essere l’amministrazione della sola Napoli-bene, sta mettendo in atto la promessa “rivoluzione” usando il braccio “armato” di Narducci e dello “sceriffo” Sementa per accanirsi contro immigrati, ambulanti, occupanti case, disoccupati, movimenti per la difesa della salute e del territorio e in generale contro le fasce disagiate della popolazione napoletana, promuovendo un’idea di città che, alla faccia della discontinuità, calca pesantemente le precedenti amministrazioni innovando semmai in peggio. Esempi lampanti sono la conferma della gestione del patrimonio immobiliare del comune alla Romeo, responsabile dell’attuale dissesto, e la gestione dell’America’s Cup, che inizialmente doveva servire per la speculazione edilizia proprio sul litorale di Bagnoli e che alla fine è venuta a costare 13 milioni di euro senza produrre infrastrutture e per la gioia di quell’1% di napoletani-bene che possiedono una barca. Un balletto vergognoso a fronte di una realtà sociale, occupazionale e abitativa al collasso.

Tutto questo mentre la repressione e la criminalizzazione delle lotte sociali aumenta all’aumentare del malessere e della rabbia della stragrande maggioranza della popolazione: da quella che non riesce a pagare il mutuo o le bollette, passando per quella messa per strada da palazzinari senza scrupoli o quella che per strada ci sta tutta la giornata perchè non ha un lavoro né un reddito, fino a chi butta il sangue una giornata intera dietro una bancarella per racimolare una manciata di euro ed è costretto a scappare all’arrivo degli sgherri di Sementa, oppure quella che un lavoro dignitoso ce l’aveva e ora pensa al suicidio “grazie” a piani lacrime e sangue di Monti, della BCE e dei loro vari amici Marchionne, Marcegaglia e Fornero.

Si tratta ora di rialzare la testa, iniziando anche dal riappropriarci di date, come quella del 1 maggio, soprattutto negli ultimi anni volutamente svuotata del proprio significato. Per questo facciamo appello a tutti i lavoratori organizzati e non, disoccupati, precari, collettivi studenteschi, associazioni, realtà antagoniste e di classe del movimento napoletano per mettere in piedi un corteo di massa, partecipato e determinato in zona flegrea per ricostruire un primo maggio autorganizzato e di lotta, rimettendo al centro le nostre rivendicazioni: la difesa sacrosanta dell’articolo 18, il suo allargamento a tutti i lavoratori, l’abolizione di tutte le forme di lavoro precario, sfruttato e sottopagato, la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, la lotta per il salario/ reddito garantito, all’interno di un contesto di più ampie rivendicazioni come il diritto alla casa, alla salute, ad una scuola pubblica, fino al diritto di vivere in territori non devastati, inquinati e sfruttati.

PROGRAMMA:
MARTEDI’ 1° MAGGIO
CORTEO CITTADINO, CONCENTRAMENTO ORE 9:00 – STAZIONE CAMPI FLEGREI

A SEGUIRE ALLA ROTONDA DI BAGNOLI
Ore 11:30 Esibizione dei ragazzi del C.E.T. X Municipalità (A cura della Coop.Quadrifoglio)
Ore 13:00 Dibattito a conclusione del corteo
Ore 17:30 Esibizione “A Tammurriata do Volturno” di Lello Traisci
Ore 18:00 Degustazione di “Cose Buone e Locali” (A cura dell’ Ass.ArciPesca)
Ore 19:00 Interventi: Lavoratori Sepsa, Tirrenia, Avio, Precari Bros, NoTav, Disoccupati
Ora 20:30 Proiezione Napoli – Palermo
Ore 22:30 Musica Live: ANDREA TARTAGLIA, BISCA, SHARMACORE
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