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Visioni

Stefano Di Battista, nel respiro di un sax

Musica. L’ ultimo album dell’artista romano è un omaggio a Ennio Morricone con riletture tratte dal suo repertorio. «In studio tutti i miei fantasmi, da Coltrane a Parker, cercavano di impossessarsi del mio modo di suonare. Li ho dovuti placare, perché il maestro esigeva disciplina»

Stefano Di Battista con i musicisti del disco: il pianista Fred Nardini, il contrabbassista Daniele Sorrentino e il batterista André Ceccarelli.

Stefano Di Battista con i musicisti del disco: il pianista Fred Nardini, il contrabbassista Daniele Sorrentino e il batterista André Ceccarelli.

Pendolare del jazz in perenne andirivieni tra Roma e Parigi, Stefano Di Battista è tra i più brillanti cervelli in fuga della nostra musica. «L’Italia è un paese stupendo» esordisce con una ma già sulla punta della lingua, «ma qui i musicisti non hanno ancora un trattamento adeguato, nonostante tutti usufruiscano della loro arte». Mentre passeggia al parco col suo cane racconta di aver trovato Oltralpe una nuova dignità professionale, figlia di uno spirito culturalmente più avvertito: «In Francia se fai il musicista sei un privilegiato, in Italia soltanto uno che non ha voluto lavorare». Non è il trito j’accuse...

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