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Editoriale

Spianata Mattarella

Renzi e Mattarella alla parata del 2 giugno

Se fossimo in un altro paese, la candidatura di Luciana Castellina non sarebbe soltanto una testimonianza – a noi molto vicina e cara – ma qualcosa di simbolicamente forte. Resterà però come un omaggio a chi è nel cuore della sinistra italiana.

Tutt’altro rispetto a quanto è successo ieri. Perché dietro la bandiera di Sergio Mattarella, il democristiano perbene, soffiano le trombe della rottura del patto del Nazareno e dell’unità ritrovata del Pd. Riemerge dalla polvere in cui era stato trascinato persino il fantasma del vecchio centrosinistra di bersaniana memoria con Nichi Vendola che, dopo Luciana, sosterrà Mattarella. E tira un sospiro di sollievo la variegata minoranza del Pd mentre davanti alle telecamere brandisce la candidatura del giudice costituzionale come la prova della rottura del patto con Berlusconi. Mattarella ha come spianato divisioni e divergenze.

Si esibisce come controprova il no della squadra di Arcore al politico siciliano, già fiero avversario delle leggi (Mammì, ma anche Gasparri) a favore del monopolista televisivo. E per giunta fermo oppositore dell’entrata di Forza Italia nella famiglia europea del Partito popolare. Un no, quello dell’ex Cavaliere, appena ammorbidito dall’esibito fair play di una gentile telefonata al candidato. E poi manifestato non con un voto contrario ma con la scheda bianca (come per l’elezione di Napolitano).

È anche curioso che in questo torneo quirinalizio si replichi quel che accadde ai tempi di Ciriaco De Mita. Il leader della sinistra democristiana che, come Renzi oggi, era segretario del partito e capo del governo. De Mita fu il regista dell’elezione di Francesco Cossiga: riunì, ancora una volta, governo e presidenza della repubblica sotto il tetto di piazza Del Gesù.

Una replica della storia che, dopo trent’anni, ieri pomeriggio, è tornata improvvisamente d’attualità con una vecchia, storica copertina del manifesto, esibita nell’aula di Montecitorio e in tv dal leghista Calderoli. Quel “Non moriremo democristiani” che campeggiava sulla nostra prima pagina del 1983, riferito al tracollo elettorale della Dc demitiana.

Un titolo che alludeva a «una speranza – scriveva Luigi Pintor – se la sinistra italiana non dilapiderà un risultato a suo favore come mai prima era accaduto». Tra prima e seconda repubblica, quel patrimonio è stato orgogliosamente espulso dal cuore del nuovo Pd renziano e oggi, se il dodicesimo presidente della repubblica sarà Sergio Mattarella, avremo ai vertici del paese, Palazzo Chigi e Quirinale, l’accoppiata di un quarantenne e un settantenne provenienti dalla storia democristiana. E’ un dato di fatto che porta a compimento, anche simbolicamente, quell’opera di rottamazione della radice comunista dallo scenario politico italiano per rinverdire, con spregiudicati innesti, la pianta degasperiana.

Non che il voto unanime dei grandi elettori del Pd per Sergio Mattarella presidente della repubblica, sia un certificato di garanzia contro un altro “Prodicidio”. Tuttavia questa volta la “carica dei 101” sembra piuttosto improbabile. Renzi ha già il piede schiacciato sull’acceleratore della nuova costruzione mediatica del presidente «l’antimafia, le dimissioni per un ideale, i collegi per i parlamentari, l’abolizione della naja» che signoreggia su giornali e televisioni.

Sfacciatamente sostituita a quella che ci ha bombardato fino a ieri sulla necessità di eleggere un capo dello stato di levatura internazionale, di grandi relazioni nel mondo di economia e finanza. Tanto da spingere per la nomina del nuovo presidente della Repubblica entro il week-end per non urtare la «suscettibilità» dei mercati. A Sergio Mattarella manca almeno la metà delle qualità imprescindibili che dovevano caratterizzare la figura presidenziale. Una evidente presa in giro. Tra le tante a cui ci ha abituato il funambolico capo del governo.

Ma se alla quarta votazione Renzi riuscirà a eleggere Mattarella per il partito di Berlusconi sarà una Caporetto. Dopo aver steso la sua rete di protezione attorno al governo del Pd, assicurando numeri legali in aula, votando la legge elettorale, sostenendo la controriforma costituzionale, dovrà fare buon viso a cattivo gioco, sopportando la vittoria renziana sul Quirinale.

Se le cose andranno come sembra, il capo del governo ne uscirà rafforzato. Tuttavia resterà l’impressione di aver assistito a una partita decisa a tavolino, dalla segreteria di un partito, senza alcun dibattito e confronto interno. E senza passione, coinvolgimento, emozione per gli italiani, perché quanto è accaduto in questi giorni segna ancora di più il distacco tra i partiti e i cittadini.

  • Alfonso Pavone

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    E alla fine il nostro Presidente della
    Repubblica sarà Sergio Mattarella. Lo rispetterò ma non ne avrò
    molta stima né lo amerò né sarò fiero. Un Costituzinalista, uno
    studioso, ma nulla di più. Politico per tradizione familiare, lo
    erano sue padre e suo fratello, e non poteva che essere
    democristiano. Uomo del Palazzo, uomo di Palazzo. Non un politico di
    strada, da assemblea, non un militante ma “dirigente politico”
    perché Mattarella. Quando gli italiani decisero per l’Uninominale si
    fece carico di scrivere una legge che in qualche maniera di non
    dispiacesse al Palazzo. Me lo terrò ma non potrò amarlo. D’altra
    parte la sua è una candidatura di Palazzo per il Palazzo, proposto
    perché possa andar bene a poco più del 50% del Parlamento. Un
    Presidente per tutti, ma non di tutti.

    Dopo 70 anni, mai una donna, mai una
    Persona che abbia la meglio sulla Tattica. Peccato! Un’altra
    occasione persa!

  • Anacleto Bomprezzi

    Eletto Mattarella, se non firmerà la legge elettorale allora avremo un presidente della Repubblica Italiana altrimenti è tutta una moina per far credere che si è rotto il patto PDuista di Licio Gelli mentre continuano scardinare la Costituzione

  • Daniele

    E’ probabile che alla fine Renzi darà a Berlu ciò che vuole per i suoi patrimoni, per la sua fedina, per ciò che a lui interessa e ciò per cui lui è in politica da sempre. Un po’ di maretta sull’elezione del Presidente potrebbe essere solo una cortina fumogena per abbassare i toni sulle prebende. Bisogna vedere se tiene, com’è sempre accaduto finora, dentro la peonesria di Fi.

  • Gianni Capiluppi

    Il giorno dopo le elezioni di Mattarella a Presidente della Repubblica: la legge elettorale di Renzi, e
    il sospeso fiscale e non solo per Berlusconi, quale maggioranza avrà? Forza Italia, rientra? Sel e sinistra PD, che faranno? Alle risposte dipenderà la durata della legislatura. Intanto, io, per non confondere le idee, continuerei con il voto a Luciana Castellina, e spero che lo facciano Sel e sinistra PD. Assurdo? Non tanto. Salve

  • Janus48

    legge elettorale, “ma anche” assassinio della costituzione ecc. ecc.

  • Dario

    Non può non firmarla (e chiunque sarà il Presidente della Repubblica), non è suo ruolo giudicarne la costituzionalità: cosa che farà invece subito dopo la Corte Costituzionale (si spera in tempi umani), che non potrà che giudicarla incostituzionale per buona parte dei motivi già spiegati per il Porcellum.

  • Dario

    Renzi è infame. Farà eleggere una persona perbene e competente (le figure politiche di centro o destra perbene esistono, anche se rare, non dimentichiamocelo), per di più non schierata. Ci si ritrova al bivio: voto una persona degna (e non mi pongo ostile, ché non si sa mai, al futuro PdR) ma faccio un favore indiretto a Renzi, oppure non voto una persona degna e vado contro Renzi senza però ottenere risultati reali dalla mia opposizione? Credo che Sel abbia ragionato scegliendo la prima opzione, mentre M5S sta ancora decidendo. Non credo che ci sia una via giusta e una via sbagliata, ma, ripeto, mille volte meglio un “democristiano di sinistra” come lui che un Napolitano che di comunista non aveva più neanche la parvenza.

  • RossoVeneziano

    Insomma Renzi vince la partita e la Rangeri ovviamente mastica amaro. Invocare “il distacco tra i partiti e i cittadini” poi è fiacca retorica grillina.

  • letizi@

    Una volta che fosse eletto Mattarella presidente della Repubblica, immagino debba essere eletto dal Parlamento anche un nuovo giudice costituzionale che lo rimpiazzi. Allora mi chiedo : con quale maggioranza venne bocciato il porcellum dalla Consulta, sapendo che Mattarella votò per bocciare la legge elettorale? Se fosse stata una maggioranza risicata, non si potrebbe interpretare la candidatura di Mattarella come un modo per legarlo dalla Consulta? C’ è comunque un legame fra le simpatie presidenziali ste di Mattarella e le mire sordide di Renzi sulla Costituzione?

  • Giulio Mancabelli

    Al di là d’ogni… Porgo i migliori Complimenti di buon lavoro al nostro nuovo presidente Sergio
    MATTRELLA augurando-gli e -ci, che possa dimostrare di saper superare
    prossimamente anche se stesso ovvero, portare a termine quell’”Odissea degli scogli dei modelli elettorali” intrapresa dopo il referendum del ’93 che l’ha
    visto doppiare il suo Mattarellum, affondare il Porcellum (ovvero, il modello marsupiato al 100% di nominati quale
    autentico super canguro!) per, or ora, grazie a Suoi meriti dell’essere
    sopra le parti, sperare che contribuisca a poter superare anche un siffatto
    anacronistico Italicum altrettanto marsupiato e farcito
    con un 60% di nominati! Per definitivamente poter
    approdare a sistemi elettorali più equilibrati e completi quanto col sistema SEMIALTERNO si va proponendo! E, che inoltre apra a modalità di democrazia diretta dandoCI come prossima
    opportunità di poter eleggere direttamente il nostro prossimo PRESIDENTE quanto
    darci modo d’acquisire anche il Referendum PROPOSITIVO (esigenze espresse e
    ribadite sin dallo scorso secolo) così come togliere il quorum ai referendum
    per non ritrovarci espropriati dalla stessa democrazia! Questo per non
    rischiare di ritrovarci esodati dalla stessa democrazia e sprofondare in una
    totalizzante autocrazia dato il trend d’astensione che sta ormai raggiungendo percentuali
    addirittura del’83%! Pertanto oltre ad una più equilibrata completa riforma
    elettorale si richiederebbe aggiungere ulteriori
    istituti dal RECALL al “Write in” e quant’altro secondo quanto una siffatta
    nuova realtà pretende: un più inter-attivo coinvolgimento per avvicinare le
    istituzioni ai cittadini e viceversa! Insomma aggiornare il nostro impianto elettoral-istituzionali che diversamente
    continuerà a far acqua da tutte le parti anche quando non piove! Purtroppo, serve
    introdurre quegli opportuni accorgimenti innovativi che il nostro tempo reclama!
    Ovviamente, cercando di sceglier un sistema elettorale più completo ed equilibrato come il SEMIALTERNO che
    basandosi su mandate (elettiva)
    al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata (elettiva)
    al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della
    legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare
    la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerebbe a mandate (elettive) a
    base proporzionale! Sostanzialmente il dispositivo elettorale SEMIALTERNO
    si presenta con un meccanismo più equilibrato e dinamico a ciclo completo tale
    da permettere di riprodurre un autentico contendibile BIPOLARISMO aperto!
    Questo per massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività e, nel
    contempo poter meglio contrastare rischi d’inciucio che un sistema a
    BIPARTITISMO BLINDATO come quanto tendenzialmente l’Italicum (a breve termine)
    verrebbe a riprodurre… ci troveremmo nel medesimo impaludamento che si vorrebbe
    evitare in quanto ci ritroveremo con capi lista blindati e gli stessi capi
    eleggibili in collegi plurimi! Tutto questo agevolerebbe quanto per analogia
    sostanzialmente al 100% già il PORECLLUM anacronisticamente riproduceva ed ha
    riprodotto. Questione che da decenni siamo costretti a sopportare sotto una continuativa
    grandinante pressione fiscale senza paragoni e, dove purtroppo, tutti gli
    indicatori permangono negativi tanto da farci valutare di serie BBB- in
    affidabilità debitoria?! Quindi, urge cambiare verso ed introdurre come esposto
    quei necessari adeguamenti che un siffatta cangiante ed accelerata realtà
    richiede per far sì che gli ITALIANI vengano
    considerati dalla “classe politica” cittadini e non meri individui da pedagogizzare
    con modalità discenti alla stregua della Prima Repubblica a quant’altro “tokenismo”, ecc. Poiché la democrazia
    presuppone un potenziale piena esercizio della cittadinanza secondo quanto
    sancisce la nostra Costituzione adeguata alle esigenze che un siffatto tempo
    reclama ovvero, d’assolvere più responsabilmente la democrazia integrandola
    anche come detto a modalità a democrazia diretta! Giacché, qualsivoglia “conduzione” non potrà permettersi di
    propinarci le solite tokenismo ubriacature ovvero, elargire concessioni solo simboliche anziché darci quelle concrete risposte che ovunque ormai trasudano!
    Pertanto, sarebbe opportuno, attraverso i suddetti integrativi, rendere l’impianto
    elettoral-istituzionale nel suo complesso il più plasmo elastico concepibile ed
    aperto alla contendibilità affinché risulti il più
    cittadinocentrico possibile senza lasciare al solito manipolo di segretari di
    partito la nomina d’un terzo del Parlamento come ora con l’Italicum praticamente
    lo diventerà assicurato ad un 60%! Così come urge agire sul fronte
    dell’anticorruzione introducendo norme che diano la certezza della pena e, non,
    i soliti inefficaci palliativi, pannicelli d’inasprimento delle pene… quando
    necessitano strategie adeguate per meglio combattere la corruzione secondo l’esigenza
    dei nostri tempi. Quindi, oltre al whistleblowing, serve poter inserire
    l’agente sotto copertura come già avviene per altri reati: mafia, pedofilia,
    ecc. Occorre, quindi, sostanzialmente meglio attrezzarci acquisendo un impianto
    elettoral-istituzionale in grado di sistematicamente riprodurre chi governa,
    governa e, chi fa l’opposizione controlla, senza dover ogniqualvolta richiamare
    in supplenza la Magistratura in tutti i “Cantoni” d’Italia!