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Europa

Spagna, nella terra di mezzo dei socialisti, tra tempi d’oro e rischio scomparsa

Psoe. In Andalusia non si esclude lo schema della grande coalizione

Né Pasok, né resurrezione. Per il Partito socialista spagnolo (Psoe) le elezioni di domenica sono l’approdo definitivo a una terra di mezzo che vale all’incirca il 25%: ugualmente lontano sia dagli abissi degli omologhi greci, spazzati via dalla scena politica ellenica, sia dai fasti del passato di Felipe González e di José Luis Zapatero. Di questi tempi, per la forza guidata da Pedro Sánchez si tratta di un risultato soddisfacente, nonostante i «buchi neri» alle comunali di Madrid (14%) e, soprattutto, Barcellona (9,6%). Un dato clamoroso, quest’ultimo, se si considera che i socialisti hanno governato la città dal 1979 al...

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