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Europa

Spagna introversa, ma l’«altra Europa» non può attendere

L'analisi. Dopo Grecia e Portogallo, Berlino non può sopportare un terzo paese con un'agenda diversa. Ma negli ultimi mesi, va purtroppo riconosciuto, in Spagna la ricerca di un’«altra Europa» ha perso slancio

Merkel e Juncker all'ultimo vertice europeo a La Valletta

Merkel e Juncker all'ultimo vertice europeo a La Valletta

La Commissione europea, attraverso la portavoce Mina Andreeva, si è congratulata ieri con il premier uscente Rajoy «per avere ottenuto il numero maggiore di seggi». Una formula prudente che è un abile esercizio di equilibrismo diplomatico: il Pp «ha vinto», ma solo un po’. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, non è un mistero che a Bruxelles tifino per la continuità e vogliano prendersi una rivincita per quel che è accaduto in Portogallo, dove il governo conservatore uscente è stato scalzato da un’alleanza anti-austerità delle sinistre. Nonostante il partito conservatore dell’ex premier Passos Coelho fosse stato il più votato. La...

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