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Visioni

Sokurov nel cuore trafitto dell’Europa

Al cinema. Da domani nelle sale «Francofonia» del regista russo presentato alla Mostra di Venezia

Carico di interrogativi espressi, troppi per dar loro un'immediata risposta, Francofonia di Alexandr Sokurov, contiene risposte impossibili da offrire in cambio della sontuosa messa in scena. La sua voce fuori campo accompagna lo spettatore in modo che non si smarrisca tra i cambi scena, l'irrompere improvviso di personaggi, i volti dei ritratti sicuramente già visti ma dove, quali date e quali eventi. La voce solitaria dell'uomo. Due sono le muse a cui si rivolge prima di iniziare il poema, Tolstoj e Cechov. Perché dormite? è la prima domanda e anche a questo non avrà risposta. Occorre il loro sostegno per...

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