closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Sistina, il montaggio patetico della Salvezza

Giovanni Careri, "Ebrei e cristiani nella Cappella Sistina", Quodlibet. Gli affreschi di Michelangelo in una lettura warburghiana, e eisensteiniana, che li restituisce quale organismo vivente attraversato da dialettiche «formule di pathos»

Michelangelo Buonarroti, Cappella Sistina, Volta, Antenati di Cristo, vela sopra Iesse, Davide e Salomone, particolare

Michelangelo Buonarroti, Cappella Sistina, Volta, Antenati di Cristo, vela sopra Iesse, Davide e Salomone, particolare

[caption id="attachment_499752" align="alignnone" width="849"] Warburg, l’Atlante Mnemosyne, tavola 56[/caption]   «Il buon Dio vive nei dettagli», diceva Aby Warburg. Il suo progetto era di connettere dettagli e affinità, ombre delle idee fermate nei gesti delle opere d’arte, per edificare un atlante iconologico reticolare, capace di restituire un’intera morfologia della civiltà ricostruendo il gioco di energie e di opposizioni dinamiche che dà forma e senso alle immagini. S’innamorò della Ninfa riconoscendola nel movimento seducente della fanciulla che il Ghirlandaio aveva colto al volo come una farfalla nella Cappella Tornabuoni di Santa Maria Novella. Poi lo inseguì per anni, quel gesto, sui...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi