closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias

Simone Carella, al centro del grande affresco

Il ricordo. I grandi sperimentatori si sono tutti consumati alla ricerca delle risorse e degli spazi per poter continuare a lavorare

Foto di gruppo del Beat 72

Foto di gruppo del Beat 72

Alla morte di Vladimir Majakovskij, nel 1930, Roman Jakobson scrisse un epicedio memorabile cui diede il titolo Una generazione che ha dissipato i suoi poeti. Elenca i poeti fucilati (Gumilëv), suicidati (Esenin, oltre allo stesso Majakovskij), morti di stenti (Blok, Chlebnikov). Tutti spariti fra i trenta e i quarant’anni. Ne aveva settanta, invece, Simone Carella quando è morto dopo lunga malattia, il 28 settembre, in una clinica romana. Ma è vero quanto scritto dall’amico e complice Franco Cordelli: «A un certo punto mi sono guardato attorno e mi sono chiesto: perché i registi che ho amato sono già morti? Morti...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi