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Alias

Shengze Zhu, sulle tracce della memoria nella «città del fiume»

Berlinale 71. La regista racconta il suo nuovo film, al Forum, «A River Runs, Turns, Erases, Replaces», una narrazione di Wuhan tra immagini del passato e il sentimento presente della pandemia

«Ho imparato a tagliare un pollo, e piango sotto alle coperte per non gettare su nostro figlio la mia tristezza». Quel gesto quotidiano, impensabile fino a poco prima, diviene per la voce femminile quasi una forma di resistenza: come sopravvivere alla tempesta, al dolore, alla morte che arriva inaspettata mentre il tutto mondo cambia e sembra quasi impossibile che possa tornare indietro? Siamo a Wuhan, dove la pandemia è cominciata, le prime immagini – di una telecamera di sorveglianza – ci mostrano quel vuoto che abbiamo conosciuto ovunque: il silenzio del lockdown, nessuno in strada a parte qualche lavoratore essenziale....

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