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SGUARDO A LEVANTE

In questi mesi scrittori e intellettuali cinesi hanno scritto sulle pagine del manifesto.
Raccogliamo in questa pagina tutti i loro preziosissimi contributi.
Perchè l’unico modo per comprendere l’estremo oriente è mettersi in ascolto.

Servire il popolo con un diario dalla quarantena di Wuhan

Marco Fumian

Le pagine del diario di Fang Fang sono di una semplicità disarmante, e a prima vista di letterario hanno poco o niente, soprattutto per chi dalla letteratura si aspetta accenti lirici o toni epici, o verità profonde ed eleganti orpelli. Ma in realtà, a leggerle bene, sono pagine così misurate e attente, così fornite di sentimento umano nella loro spoglia sobrietà, che solo uno scrittore – e in particolare una scrittrice da sempre nota in Cina per il suo realismo delle cose minute e della vita quotidiana – avrebbe potuto scriverle.

«Ogni cultura è un ibrido»: la letteratura di Han Shaogong

Riccardo Moratto

Han Shaogong è un noto scrittore cinese contemporaneo. Rispetto ad altri scrittori cinesi, non è molto noto al grande pubblico italiano.Negli anni Ottanta, Han Shaogong pubblica un saggio intitolato “Le radici della letteratura”, con il quale stimola un dibattito sulla letteratura e si fa promotore di un movimento di rinnovamento culturale

Chen Qiufan: «A.I. e Big Data sono la nuova normalità»

Simone Pieranni

Per provare a tracciare un primo bilancio, valutare sensazioni e percezioni di quanto il covid-19 abbia già modificato e probabilmente modificherà per sempre le nostre vite, abbiamo intervistato Chen Qiufan, uno degli scrittori di fantascienza più apprezzati in Cina, nonché acuto osservatore di quanto accade nel paese.

Intervista allo scrittore cinese in «isolamento»: «Eppure l’ansia e la rabbia stanno lentamente sfumando. Ci stiamo abituando anche a questo tipo di vita. Impotenti. Non possiamo fare altro. A poco a poco cerchiamo di riflettere razionalmente su questo disastro che ha colpito la Cina e l’umanità intera.

Questa pausa forzata mi ha permesso di concentrarmi sul mio nuovo libro. Spero di trovare nella letteratura ausilio e sostegno».

La primavera mancata di Wuhan

Yan Geling

Il 16 marzo 2020, da Berlino, dove vive, la scrittrice cinese Yan Geling scrive un saggio letterario sulla pandemia Covid-19. In esso prende in prestito tre parole da un’antica poesia della poetessa Tang Wan (1130-1156), “nascondere, nascondere, nascondere” (man, man, man), per descrivere l’atteggiamento delle autorità cinesi nei confronti di questa epidemia e le ingiustizie che hanno colpito alcuni dei suoi connazionali tra cui il dottor Li Wenliang.

Ho sempre dubitato che la letteratura di oggi abbia un gran significato, come invece si dice. Sono due i motivi che mi inducono a fare una considerazione del genere. Innanzitutto, credo che la grande letteratura sia quel vasto oceano costituito dalle opere degli autori che ci hanno preceduto. Ciò che doveva o poteva essere scritto è già stato tracciato dalla penna dei grandi letterati del passato. In secondo luogo, la grande letteratura nasce in un’epoca consona alla sua creazione. La nostra è l’epoca di Internet e della tecnologia. Continua..

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La profondità delle tenebre e l’intensità della luce

Yan Lianke

Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, scriveva Charles Dickens. Dopo essere stata ripetuta per più di un secolo, questa citazione risulta ormai obsoleta al giorno d’oggi.

Nel contingente storico e nella realtà in cui viviamo, misurare l’ampiezza della realtà e la priorità degli eventi col metro dicotomico migliore/peggiore, saggezza/stoltizia, fede/incredulità, luce/tenebre, speranza/disperazione, sarebbe già una fortuna, giacché, se non altro, ci consentirebbe di inquadrare il mondo.

I nostri corpi e le voragini della Storia

Yan Lianke

La memoria è il terreno in cui pullulano i ricordi, i quali a loro volta alimentano e accrescono la memoria stessa. Gli esseri umani sono sostanzialmente diversi dagli animali e dal regno vegetale proprio in virtù dei ricordi e della memoria. Si tratta di un prerequisito fondamentale per crescere e maturare. Molte volte ho pensato che la memoria fosse financo più importante del cibo, dei vestiti e dell’aria che respiriamo. Questo perché quando perdiamo la memoria, perdiamo anche la capacità di cucinare e di coltivare la terra. Non ricordiamo più come si usano gli strumenti che abbiamo a disposizione.