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L'inchiesta

Seveso, la cicatrice di un’Italia che cambia

L'anniversario 1976-2016. Dal disastro in Brianza alla costruzione di un’epidemiologia partecipata. Il 10 luglio 1976, alle 12.37, nello stabilimento Icmesa di Meda (Mb) esplose un reattore chimico utilizzato nella produzione di diserbanti. Una nube tossica con almeno 14 chili di diossina invase i cieli lombardi. Oggi sull’area contaminata sorge un bosco di querce. Tre direttive comunitarie dopo, la gestione dell’incidente chimico è ancora un’impresa

«Voglio portare la testimonianza di una città che ha reagito e guarda al futuro in modo positivo e che sulla base della memoria di quell’evento porti a un riscatto, progettando azioni concrete che facciano di Seveso una città di riferimento nel campo ambientale». Queste le parole del sindaco di Seveso Paolo Butti al convegno nazionale «A 40 anni dall’incidente dell’Icmesa di Seveso: dal disastro alla sicurezza», organizzato dall’associazione Ambiente e Lavoro il 6 maggio scorso alla Camera del Lavoro di Milano. Quattro decenni sono un tempo sufficiente per un bilancio degli errori compiuti allora e delle loro conseguenze. Il gruppo...

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