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Cultura

Sette note alla partenopea

Scaffale. «A noi ci piaceva il blues»: un'educazione sentimentale e un po' di scosse telluriche - dalla musica all'arte - a Napoli

Andy Warhol e Beuys a Napoli negli anni 80

Andy Warhol e Beuys a Napoli negli anni 80

La mia vita è stata salvata dal rock», dice Wim Wenders parafrasando un verso dei Velvet Underground. E probabilmente sono d’accordo anche due adolescenti di Fuorigrotta, nei primi anni settanta, che hanno trovato in quella musica un senso d’identità, una gioia da condividere, una passione profonda. Antonio Tricomi e Giorgio Verdelli, oggi giornalisti di vaglia, sono stati «miracolati» dalle sette note, dalla voglia di capire e cambiare il mondo filtrata attraverso i padelloni di vinile nero, gli album da cercare in modo un po’ carbonaro, le strofe e i refrain dei successi dei «cugini» anglosassoni. Da quelle loro esperienze, guardate...

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