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Serve un avvocato? Lo trovi sotto i ponti

Civili in prima linea. Con 1.051 associati e sedi in 54 città, «Avvocati di strada» è il più grande studio legale d’Italia e assiste homeless e migranti. Gratuitamente

«Non esistono cause perse». Ci credono davvero i mille volontari di Avvocato di Strada, l’associazione che dà gratuitamente assistenza legale ai senza casa di tutta Italia. Ci credono oggi, quando ormai con le loro cause sono diventati una spina nel fianco del Ministro dell’Interno Salvini e della sua guerra ai migranti; ci credevano diciannove anni fa, quando delle attuali sedi in 54 città italiane non c’era nemmeno l’ombra, e Avvocato di Strada era poco più di un’idea che stava muovendo i primi passi: un ufficio improvvisato sotto ad un ponte di Bologna, due avvocati con a cuore i diritti degli ultimi, e quella voglia di mettersi al servizio di chi da solo non ce la potrebbe mai fare.

Ai due avvocati volontari che nel 2001 decisero di dedicare qualche ora al mese del loro tempo per dare assistenza legale gratuita ai senza fissa dimora si aggiunsero due segretarie in pensione, arrivò la prima causa vinta contro il Comune di Bologna e con i proventi furono acquistate stampanti e pc per fare funzionare l’ufficio, che fino a quel momento non era altro che un tavolo e due sedie. Poi l’idea di non aspettare più i senza casa, ma di andare direttamente da loro nei dormitori e nelle mense dei poveri. Infine gli uffici aperti in ogni grande città italiana, la delegazione di avvocati francesi arrivati a Bologna per studiare un modello d’eccellenza ancora senza uguali in Europa. E, ovviamente, le grandi battaglie a favore dei senza casa e dei loro diritti. Quella, fondamentale, per riconoscere loro il diritto di residenza; quella contro i Daspo di Minniti; quella contro i regolamenti comunali che vietano l’elemosina (ultima vertenza in corso a Cattolica); quella per estendere il reddito di cittadinanza ai 50 mila poveri che oggi non possono richiederlo, visti i requisiti di residenza imposti dalla legge che avrebbe dovuto abolire la povertà e che invece lascia indietro proprio gli ultimi.

«Vogliamo difendere i diritti dei senza casa, e sappiamo bene come tutti possano prima o poi finire in strada senza un soldo e un tetto sopra la testa», spiega Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada e fondatore dell’associazione. E’ stato proprio Mumolo, avvocato e oggi anche consigliere regionale Pd in Emilia-Romagna, a rendersi conto alla fine degli anni ‘90 che i senza casa, all’epoca quasi tutti italiani, avevano bisogno anche e soprattutto di un’assistenza legale. «Facevo il volontario per la cooperative Piazza Grande che a Bologna si occupa di marginalità, e quando incontravo queste persone tutte mi chiedevano aiuto come uomo di legge».

La prima causa Avvocato di Strada la vinse contro il Comune di Bologna. Era il 2001, in Municipio sedeva Giorgio Guazzaloca, primo sindaco non comunista della città, e gli uffici si rifiutarono di concedere la residenza ad un pranoterapeuta ospitato in un dormitorio cittadino. «Aveva appena superato grossi problemi di alcolismo e voleva rifarsi una vita ma per aprire partita Iva – ricorda Mumolo – gli sarebbe servita una residenza».
Ad opporsi la burocrazia comunale, per tre anni con risposte evasive e poi con un rifiuto netto. «Facemmo un ricorso d’urgenza e il Comune fu sconfitto». A seguito di quella pronuncia tutte le persone senza dimora oggi possono richiedere e ottenere la residenza anagrafica presso i dormitori, i centri di accoglienza, le associazioni. Un risultato importante, visto che senza la residenza non si può beneficiare dell’assistenza sanitaria, votare, iscriversi alle liste di collocamento, fare domanda per una casa popolare. Sopratutto la dimostrazione del fatto che i diritti non sempre sono disponibili e garantiti, a volte bisogna rivendicarli codice alla mano.

Dalla prima causa del 2001 ne sono seguite tante altre in tutta Italia. Nel 2004 sono stati aperti gli sportelli di Padova e Verona, l’anno successivo Ferrara, Bolzano, Foggia e Ferrara. Poi sono arrivate le grandi città: Roma, Torino, Genova, Napoli, Palermo. Le ultime aperture, il 6 aprile scorso, a Forlì e Cesena. In pratica Avvocato di Strada è diventato lo studio legale più grande d’Italia, e quello con il fatturato più piccolo, per non dire nullo. Regola fondamentale per gli associati ad Avvocato di Strada è che ogni prestazione a favore dei senza dimora deve essere gratuita, e tutti gli eventuali proventi devono ritornare nelle casse dell’associazione.

Puro volontariato dunque, portato avanti da avvocati professionisti che dedicano parte del loro tempo ai senza casa. Così succede che ad Ancona Avvocato di Strada esca di notte per contattare gli homeless cercandoli strada per strada. «Queste persone a volte hanno bisogno solo di parlare con noi per recuperare fiducia in loro stessi», dice l’avvocato Daniele Valeri. Succede che a Roma lotti quotidianamente contro la burocrazia dei vari Municipi che mettono i bastoni tra le ruote alle legittime richieste di residenza delle persone. «Di fronte agli uffici siamo tutti deboli, figuratevi chi è in situazione di difficoltà. A volte li accompagniamo per tutelare i loro diritti», spiega l’avvocata Teresa Santulli. Succede che a Torino si occupi della «Clinica legale» dell’università, un modo per mettere gli studenti direttamente a contatto con le esigenze dei senza casa. Questioni ovviamente legate quasi sempre all’ottenimento della residenza. «A Torino dal 2014 ad oggi i senza casa che hanno ottenuto la residenza in città nell’apposita via fittizia sono passati da 754 a più di 2000», spiega l’avvocato Stefano Turi. Il motivo? I Comuni della provincia non ottemperano all’obbligo di legge, «dunque quella sarà la nostra prossima battaglia», annuncia Turi.

Oggi Avvocato di Strada conta 1051 avvocati volontari che, nell’ultimo anno, hanno assistito gratuitamente 3945 persone, italiani o stranieri non fa differenza. E’ proprio su questo versante che è partita l’ultima battaglia. Fare ottenere la residenza ai richiedenti asilo nonostante il decreto sicurezza di Salvini. Sono già arrivate vittorie legali a Genova, Firenze e Bologna. Ma Avvocato di Strada annuncia una pioggia di ricorsi in tutta Italia.