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Serraj al capolinea. Per Usa e Russia è un inutile orpello

Libia. Il premier Fayyez al Sarraj è vicino al capolinea, nonostante le dichiarazioni apparentemente favorevoli di Pompeo, Le Drian, i due ministri degli Esteri di Usa e Francia, e dello stesso segretario alla Difesa americano pro-tempore, Pat Shanahan. L'Italia è più spettatrice che protagonista.

In Libia è in corso il «Benghazi Championship», come gli inglesi negli anni ’40 chiamavano con tragica ironia la logorante battaglia del Nordafrica fatta di avanzate improvvise e ritirate repentine. Si prepara, dentro e fuori l’ex colonia italiana, il riassetto degli interessi libici che dovrà decidere la spartizione in zone d’influenza di un Paese che non sta più insieme da un pezzo. Ma ci vorrà tempo: nella primavera nordafricana dei generali non c’è ancora un vincitore. Una cosa è certa: Stati Uniti e Russia non vogliono all’Onu una tregua maldestra che per Khalifa Haftar può significare una battuta d’arresto fatale,...

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