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Internazionale

Sepúlveda Allende: «La vera violenza è quella del governo cileno»

Cile, parla il nipote di Salvador Allende. Le nuove misure annunciate da Piñera «servono solo a guadagnare tempo», invece urge «un nuovo modello di paese». Il problema di fondo è l'ingiustizia sociale del modello neoliberista, eredità della dittatura. «I cileni esigono cambiamenti profondi. La risposta è stata un terrorismo di stato analogo a quello degli anni bui di Pinochet»

Dal momento in cui il popolo cileno si è risvegliato, ribellandosi alla cronica ingiustizia sociale prodotta da un modello considerato il più neoliberista del mondo, per il paese si è aperta finalmente la possibilità di gettare alle ortiche la pesante eredità della dittatura di Pinochet. È la speranza che ci trasmette Pablo Sepúlveda Allende, nipote dell'indimenticato Salvador Allende (sua madre, Carmen Paz, è la figlia maggiore del presidente socialista) e membro della Rete di intellettuali, artisti e movimenti sociali in difesa dell'umanità. Le proteste contro l'aumento del prezzo dei trasporti hanno fatto uscire il popolo cileno dal letargo? Effettivamente, la...

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