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Cultura

Se le immagini superano il decoro urbano e si trasformano in «luoghi di scontro»

Arti urbane. «Tracce di blu» di Fabiola Naldi, per Postmedia, racconta l'itinerario del più noto street artist italiano. La censura, che condanna le opere di arte murale a una rimozione definitiva, segue logiche di bon ton o estetico-architettoniche. Quando la censura incontra l’auto-censura, l’azione dell’artista è politica. Ed è politica la decisione di Blu di cancellare i suoi dipinti nel quartiere di Kreuzberg, a Berlino est nel 2014, e per le strade di Bologna nel 2016

Murale di Blu a Lisbona

Murale di Blu a Lisbona

Tracce di Blu di Fabiola Naldi (Postmedia, pp. 84, ill. 37, euro 12), raccoglie vari saggi scritti nell’arco di un decennio e adattati alla luce dell’attualità. Sin da subito, l’autrice dichiara l’oggetto di cui intende occuparsi: i Graffiti writing, la Street art e lo spazio pubblico, nel complesso e radicale rapporto instaurato nel corso della storia recente. Per l’esattezza, Fabiola Naldi, da studiosa della disciplina, connota semanticamente l’arte di strada, fatta di bombolette spray, pennelli, rulli, stickers, stencils e altro. Ai tanti termini in uso, che definiscono l’arte urbana, l’autrice preferisce un termine ombrello, che raccoglie e generalizza i vari...

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