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Cultura

Se la condizione dell’esilio consente di preservare la dignità umana

SCAFFALE. «Un ebreo contro», da oggi in libreria per le edizioni Gruppo Abele una lunga intervista a Moni Ovadia curata da Livio Pepino

Nella foto Moni Ovadia

Nella foto Moni Ovadia

Un vecchio ebreo si trascina malconcio in una strada dell'Ucraina occupata dai nazisti. Incrocia un ufficiale tedesco che, invece di ucciderlo, si rivolge a lui in maniera tagliente: «Porco». L'anziano, inchinandosi: «Onorato, io mi chiamo Rabinovich». È una storiella della tradizione umoristica yiddish, nella quale il ridere serve a fare riflettere, a indicare la vertigine del potere omicida, gli abissi della negazione della dignità umana. Farsi beffe del male riconoscendolo, denunciandolo, combattendolo: nulla di più lontano dal nobilitare gli stereotipi più sinistri mascherandosi dietro l'intenzione iconoclastica che pretende di «poter ridere di tutto». Mostrare come si distingue l'umorismo che libera...

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