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Cultura

Se la bora soffia sul malumore

Il fascino del museo. Un tour in Friuli tra i magazzini dove si conservano i venti e le raffiche (Trieste), le navi di Monfalcone e i paesaggi sonori della comunità slovena

Cartolina con la bora dei primi del Novecento

Cartolina con la bora dei primi del Novecento

Se Napoli ha il Vesuvio, Roma il Colosseo, Genova la Lanterna, Trieste ha la Bora. Città elegante e davvero diversa, Trieste si distingue per un vento suo proprio, sferzante e teso, la bora, appunto. Della bora Trieste possiede le chiavi, essendone la cosiddetta Porta: la bora è un vento catabatico, cioè che scivola basso nell’atmosfera tra altri venti di più alta quota -come un aereo con un proprio slot - e soffia a raffiche (refoli) in direzione Est-NordEst dal Carso triestino fino a Venezia e Chioggia, dove si smorza. La bora estiva è più delicata e diventa borino. Carlo Wostry...

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