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Internazionale

Se in Tunisia gli islamisti ostentano «modernità» un motivo c’è

Intervista a Habib Kazdaghli. Parla il simbolo della resistenza alle derive salaftite della società tunisina: «Presentando nelle sue liste un cittadino ebreo e donne non velate, il partito Ennahdha prova a rassicurare un’opinione pubblica che non si fida»

Monastir, il volantinaggio solitario di Simon Slama, candidato ebreo nelle liste del partito islamista Ennahdha

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«La vera incognita, per capire se prevarrà il malcontento e la crisi sociale o, ancora una volta, una presa di coscienza del popolo tunisino in questo lento processo di cambiamento democratico, sarà l’affluenza», dice al manifesto Habib Kazdaghli, preside della Facoltà di Studi Umanistici di Manouba (Tunisi), simbolo della resistenza alla pressioni salafite nella società tunisina. Come procede la transizione democratica tunisina? Sembra più difficile e lunga del previsto, ma va avanti. Le elezioni del 2014 non hanno dato una maggioranza chiara, anche se hanno riequilibrato il panorama politico che aveva portato alla vittoria gli islamisti all’Assemblea Costituente. Ennahdha è...

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