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Scuola

Scuola, Berlinguer e gli altri: storia di una riforma lunga vent’anni

Fate i Cattivi. Una volta perduta la visione culturale, la politica ha consegnato l’istruzione pubblica al management finendo per stravolgere l’idea di autonomia

Nel miscuglio indigesto di pretesti che ammorbano il dibattito sul referendum costituzionale è caduta la dichiarazione di Luigi Berlinguer (Repubblica 18 agosto), che ha esplicitato la propria opzione per il sì. Bene. L’avevamo sospettato. Tra le ragioni del necessario adeguamento ai tempi, il Nostro nomina, oltre all’arretratezza della Carta in tema di pari opportunità («i costituenti non mi sembra fossero campioni di femminismo»), il ritardo del dettato costituzionale rispetto alla grande rivoluzione novecentesca dell’«istruzione come diritto fondamentale per tutti». Ha ragione Berlinguer: c’è un divario che va colmato. Il distacco che intanto si è accresciuto fra Costituzione, politica e società...

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