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Cultura

Scene di caccia neoliberale

Tempi presenti. «Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi» di Marco d’Eramo, edito da Feltrinelli. Armi, astuzie e strumenti ideologici di un’offensiva osservata nel suo teatro esemplare: gli Stati uniti. Cartografia di una contro-rivoluzione: dai magnati che la finanziano, ai think tanks che ne mettono a punto le narrazioni, al Premio Nobel per l’economia che promuove la scuola di Chicago. Come al superamento del sistema di produzione fordista si è accompagnata una ridefinizione di spazi e orientamenti politici

Maria Metsalu, Mademoiselle X performance view, with carpet by Merike Estna, 2017. Produced by Kanuti Gildi SAAL,  foto di Alan Proosa

Maria Metsalu, Mademoiselle X performance view, with carpet by Merike Estna, 2017. Produced by Kanuti Gildi SAAL, foto di Alan Proosa

Nel 2009 i due studiosi francesi Pierre Dardot e Christian Lavalle battezzarono l’affermazione pressoché planetaria del neoliberismo una «nuova ragione del mondo». Con questa espressione non si intendeva solo la forma assunta dal modo di produzione capitalistico, nemmeno il successo di un pensiero egemonico o la convinzione dominante di aver raggiunto la miglior forma di organizzazione sociale immaginabile, una nuova fede o uno strumento infallibile di governo degli umani. Piuttosto tutte queste cose insieme. Ancora più semplicemente la «nuova ragione del mondo» poteva definirsi come la ragione dei vincitori in quanto vincitori. Di che cosa? Di una lunga guerra dei...

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