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Politica

Scala, il diktat di Renzi non resuscita la Turandot

Primo maggio. Non si placano le polemiche dopo l'intervento del presidente del Consiglio che ha minacciato i lavoratori del teatro che non vogliono rinunciare al diritto di celebrare la festa dei lavoratori in nome dell'Expo. Il sovrintendente alla Scala, Alexander Pereira, dice che coro e orchestra sono disponibili a tenere un concerto. Anche la Cgil si irrigidisce dopo le provocazioni del capo del Pd, mentre i lavoratori si stanno organizzando per spiegare le loro ragioni in una pubblica assemblea

Il problema, grave, è di natura strutturale: non si può pretendere che il presidente del Consiglio rispetti e conosca la carta costituzionale. E quand’anche fosse costretto a farlo, è evidente che sarebbe disposto a calpestarla, soprattutto in quelle sue parti che si riferiscono ai diritti dei lavoratori. Altrimenti, facendo il bullo al convegno per l’Expo, Matteo Renzi non avrebbe parlato di “sciopero” e di “boicottaggio” per minacciare i lavoratori del Teatro alla Scala che il primo maggio non intendono lavorare per portare in scena la Turandot. Anche se è la giornata inaugurale dell’Expo. Quel giorno nessuno sciopererà e nessuno boicotterà....

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