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Visioni

Sangue, adrenalina e tracce di cultura pop

Cannes 68. Un’opera lastricata di segni, citazioni dal ventesimo secolo il quarto capitolo della saga Mad Max

Un film pieno di segni. Proprio come le macchine che solcano il deserto a folle velocità, costruite con pezzi provenienti da altre vetture e oggetti. George Miller ha disseminato nel quarto capitolo della saga di Max il pazzo il precipitato dei segni della cultura pop del ventesimo secolo riprocessandoli come se si trattasse di un’operazione di archeologia retro-futurista. Come se dall’altra parte dello spettro del digitale, la ferraglia e la ruggine (che non dorme mai, per citare Neil Young) reclamassero, ancora una volta, il proprio diritto di cittadinanza nell’immaginario collettivo. Polvere, ruote, fuoco, metallo: la strada della furia di George...

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