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Editoriale

Sacrosanto ministro Gentiloni

«L’Italia sta attrezzandosi per fronteggiare la guerra che le si presenta alle porte?»: Gad Lerner è andato a chiederlo al nuovo ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, «formatosi nella cultura del pacifismo e del disarmo, oggi rimessa drammaticamente in discussione dall’incendio che divampa lungo tutta la sponda sud del nostro mare, a cominciare dalla vicinissima Libia».

Nell’intervista (la Repubblica, 26 novembre), che il ministero degli esteri riporta nel suo sito dandole carattere ufficiale, Gentiloni ribadisce che, di fronte all’attuale crisi libica, «certo non rimpiangiamo la caduta di Gheddafi: abbatterlo era una causa sacrosanta». Spiega quindi che, poiché «la Libia rappresenta per noi un interesse vitale per la sua vicinanza, il dramma dei profughi, il rifornimento energetico», il governo sta lavorando, manco a dirlo, per «un intervento di peacekeeping, che vedrebbe l`Italia impegnata in prima fila». E alla domanda di Lerner se «bisogna rivedere la strategia del disimpegno occidentale nella lotta contro l’Isis», risponde: «È un impegno che ricade naturalmente anche sull’Italia, con i suoi ottomila km di coste, ma tutta l’Europa è chiamata a farsi carico di affrontare questa minaccia». E aggiunge che «abbiamo coltivato l’illusione di un mondo futuro tranquillo e pacificato, ma ora sappiamo di non poter più delegare le nostre responsabilità agli americani, strategicamente meno interessati di noi alle sorti del Medio Oriente».

Questa in sintesi l’intervista che, se non fosse per la drammaticità dell’argomento, rischia di apparire come un teatrino comico.

Paolo Gentiloni (Pd), formatosi secondo Lerner nella «cultura del pacifismo e del disarmo» – come si sa, in Italia tutti sono stati da giovani contro la guerra, (perfino Benito Mussolini) – è però ora esponente di quello schieramento politico bipartisan che, stracciato l’articolo 11 della nostra Costituzione (e l’allora trattato di amicizia italo-libico), ha messo a disposizione nel 2011 le basi e le forze aeree e navali dell’Italia per la guerra Usa/Nato alla Libia. In sette mesi i cacciabombardieri, decollando per la maggior parte dall’Italia, effettuavano 30mila missioni, di cui 10mila di attacco, con impiego di oltre 40mila bombe e missili.

Venivano allo stesso tempo infiltrate in Libia forze speciali, tra cui migliaia di commandos qatariani e occidentali. Venivano finanziati e armati i settori tribali ostili al governo di Tripoli e anche gruppi islamici fino a pochi mesi prima definiti terroristi.

Tra questi, i primi nuclei del futuro Isis, frutto diretto della «sacrasonta», per Gentiloni, cacciata di Gheddafi – che, dopo aver contribuito a rovesciare il Colonnello libico, sono passati in Siria per rovesciare Assad.

Una domanda: ma se è sacrosanto l’abbattimento di Gheddafi perché non dovrebbe essere altrettanto «sacrosanto» l’Isis che è stato il prevedibile effetto collaterale di quella guerra voluta a tutti i costi dalla Nato?

Qui in Libia, a Bengasi l’11 settembre 2012, le milizie jihadiste si sono ribellate agli alleati e istruttori Usa assaltando il consolato americano e uccidendo l’ambasciatore Chris Stevens. Uno smacco per gli Usa. Si dimise il capo della Cia Petraeus e uscì di scena il segretario di Stato Hillary Clinton (è la spina nel fianco della sua candidatura presidenziale).

E in Siria, nel 2013, è nato l’Isis che ha ricevuto finanziamenti, armi e vie di transito dai più stretti alleati degli Usa (Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Turchia, Giordania) in un piano coordinato da Washington (in barba al «disimpegno occidentale» di cui parla Lerner), lanciando poi l’offensiva in Iraq.

Ma a quanto pare per l’Italia è come se questo disastro non fosse mai accaduto. È la stessa Italia che ha contribuito ad appiccare «l’incendio» di cui parla Lerner, scaturito dalla demolizione dello Stato libico e dal tentativo, non riuscito, di demolire quello siriano in base agli interessi strategici degli Usa e delle maggiori potenze europee, provocando centinaia di migliaia di vittime (per la maggior parte civili) e milioni di profughi.

La battuta non-sense di Gentiloni che gli Usa sono «strategicamente meno interessati di noi alle sorti del Medio Oriente» è un penoso tentativo di nascondere la realtà.

Il lancio in Libia di una operazione di «peacekeeping» (ossia di guerra, visto il caos militare libico), con l’Italia in prima fila, rientra nei piani di Washington che, non volendo impegnare truppe Usa in una operazione terrestre in Nordafrica (che nella strategia Usa è considerato un tutt’uno col Medio Oriente), cerca alleati disponibili a farlo e a pagarne costi e rischi.

Già nel giugno 2013, nell’incontro col premier Letta al G8, il presidente Obama chiese «una mano all’Italia per risolvere le tensioni in Libia». E Letta, da scolaro modello, portò il compito già fatto: «Un piano italiano per la Libia».

Quello che il premier Renzi ha copiato e ora ripropone per bocca del sacrosanto Gentiloni, promosso a ministro degli esteri anche per i meriti acquisiti quale presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell’Unione Interparlamentare.

  • toyg

    Che peccato, siamo in ritardo: si poteva celebrare il centenario dall’annessione originale con una bella ri-annessione. Ma si può ancora fare per il 105esimo… chissà quanti gloriosi cinegiornali verranno prodotti per raccontare le eroiche gesta delle italiche truppe, portatrici di civiltà e progresso, pronte a slanciarsi contro la barbarie retrograda dell’ideologia ottoma–er, islamica… quante gloriose autostrade verranno donate al libico popolo, soggetto fortemente voglioso di riunirsi a quel Romano Impero che (primo nel mondo!) si affermava sulle coste africane quando ancora alla Mecca si viveva in capanne. Il rilancio economico del Paese diverrà quindi inevitabile, come inevitabile è il trionfo del fasci– er, monocameralismo presidenzialista ipermaggioritario a liste bloccate. Avanti, per Re Giorgio e per l’Italia!

  • Pierpaolo1947

    Non ci siamo:
    “… quello schie­ra­mento poli­tico bipar­ti­san che, strac­ciato l’articolo 11 della nostra Costi­tu­zione (e l’allora trat­tato di ami­ci­zia italo-libico), ha messo a dispo­si­zione nel 2011 le basi e le forze aeree e navali dell’Italia per la guerra Usa/Nato alla Libia. In sette mesi i cac­cia­bom­bar­dieri, decol­lando per la mag­gior parte
    dall’Italia, effet­tua­vano 30mila mis­sioni, di cui 10mila di attacco, con impiego di oltre 40mila bombe e missili.”
    Chi è stato?
    Quale organo, quale persona ha deciso tutto cio?

  • http://www.facebook.com/people/Pier-Luigi-Caffese/100002251716435 Pier Luigi Caffese

    Ci fosse stato un tedesco come Kolh al posto di Gentiloni avrebbe pagato per mettere la Libia come Regione Autonoma Italiana tipo Sicilia,garantendo assistenza e difesa.Oggi la Libia è divisa in 2 e ci esporta solo guai.I nostri che credevano di accedere al gas-oil libico hanno pagato solo infrastrutture ferme che non si ammortizzano.In italia poi abbiamo i faciloni che credono ancora nel gas,rigassificatori e gasdotti e questi sono i fessi spesso politici che ha l’Italia.l’Eni in Libia ci ha rimesso,io non ho mai esportato perchè non mi fidavo dello loro Banche e non volevano aprirmi lettere di credito all’Intesa.Solo Berlusconi ha ricevuto utili dalla sua amicizia con Ghedaffi,mentre l’Eni oggi perde soldi.Possiamo offrire una Regione Autonoma senza guerre tribali? Al confino vicino ad El Qattara feci un progetto energia acqua agricoltura da 100 miliardi che garantiva acqua e mangiare a 10 milioni egiziani verso libia e 3 milioni libici.Ma vai ad investire in zone di guerra?

  • Carmela

    Ogni tanto qualcuno su questo giornale riccorda che il mondo è ormai multipolare, ma per Di Franceso e Dinucci siamo ancora in era Bush e tutti i mali del mondo vengono dall’ “America” unica potenza mondiale . Risultato, un “pacifismo” due pesi e due misure, in cui si applaude all’occupazione della Crimea e al sostegno russo e cinese al macellaio Assad, e si sparano balle grosse come montagne (Isis nato in Siria !!!,).
    Continuate cosi e Putin che già finanzia una tivù on line al Front National, vi ricomprerà la testata….

  • toyg

    beh, non sono di sicuro stati Putin, i cinesi o Re Saud a far volare i caccia sulla Libia, o no? Ci vogliamo prendere qualche responsabilità per i casini che facciamo, o siamo proprio tornati all’anno 1600 ? Diciamocelo: i francesi e gli americani in Libia l’hanno fatta fuori dal vaso, e gli italiani si sono accodati senza pensare al casino che stavano combinando. Adesso per rimediare a quello, ne faremo di ancora più grossi, perché ci siamo dimenticati il colonialismo (e tante altre cose…) e quindi dobbiamo rifare l’esperienza.

  • Carmela

    Tu cosa proporresti di fare?

  • toyg

    Non sono un esperto di Libia, ma direi prima di tutto tirare il collare agli egiziani (visto che sono dove sono grazie ad americani e israeliani a coprirli) e al governo di Tobruk, per poi continuare a cercare una soluzione diplomatica (che potrebbe essere partizione, “safe passage” per sfollare l’IS, tante cose). Se gli egiziani si muovono in maniera aggressiva con impunità, una telefonata agli amici di Obama l’avranno fatta, e allora a che gioco giochiamo?

  • alex1

    E si, pensavano che bastava un voltafaccia per piantare la bandierina dei conquistatori, prenderci petrolio e gas e far tornare gli africani degli ascari a nostro servizio che dicono “zi badrone”. Pensavano anche che Francia ed Inghilterra ci volessero aiutare contro quelli che, solo tre anni prima, avevano ottenuto le nostre scuse (quale orrore per l’orgoglio italico!). Scuse molto sentite, si e’ visto

  • alex1

    Sarebbe bello saperlo, non lo diranno, ma credo che sia facile capirlo.

  • Pierpaolo1947

    Un altro che ha capito tutto.
    Ma il nome?
    Sotto un ordine c’è una firma (ed una responsabilità).

  • Pierpaolo1947

    Innanzitutto disconoscere lo stato canaglia del Kosovo. In attesa che la Serbia cacci dal proprio territorio gli invasori USA di Camp Bondsteel.

  • Pierpaolo1947

    Il Presidente Assad, democraticamente eletto, combatte da tre anni una sanguinosa battaglia controun’invasione di contras organizzata dall’assassino Obama. Merita ogni sostegno.
    La repubblica autonoma russa di Crimea ha – comprensibilmente – deciso la propria indipendenza dallo stato fallito dell’Ucraina. Poiché gli satati piàù sono vicini al fallimento e più sono pericolosi è ovvio che abbia chiesto di federarsi con la Russia. È un bene che sia stata accontentata.

  • alex1

    Chiunque all’epoca fosse un po’ attento ed informato, non dalle veline Rai, può capirlo. E poi chi è il comandante in capo delle forze armate? Tanto difficile?

  • alex1

    Il “macellaio” Assad è l’unico presidente legittimo di uno stato che ha, agli occhi dei democratically correct, la colpa di voler restare unito e di non sottostare all’ordine di smantellamento delle segreterie occidentali. Di fatto una resistenza al neocolonialismo, quindi, con i suoi difetti ed i suoi limiti, una resistenza legittima.

  • Carmela

    ” Assad, democraticamente eletto”. Le primavere arabe “eterodirette” dagli americani e i loro alleati……

    Da anni ci tocca su questo giornale leggere simili scempiaggine ripetute come un mantra.

    1.Strana concezione della “democrazia”: candidatura ereditaria, una sola lista bloccata, elezioni sotto le bombe, con 6 milioni di sfollati…..

    2. Né gli Usa, né l’Europa, né la Russia o altri (compresi i nostri esperti di geopolitica) avevano previsto la primavera araba.

    3. Persino la sinistra radicale europea snobava dall’alto la perdente e in crisi (come altrove) sinistra araba preferendo i “vincenti” islamisti (Tariq Ramadan ai social forums. o ai convegni di questo giornale…). Con l’internazionalismo ridotto ad un antimperialismo -sempre e solo anti-occidentale- incapace di vedere i mutamenti in corso.

    4. Molti compagni arabi si sono a lungo chiesto perché la sinistra radicale europea sia stata cosi cieca rispetto a quelle primavere, trovando una sola risposta: un razzismo di fondo che decreta gli arabi incapaci di ribellarsi da soli senza essere “eterodiretti”, quando non solo sono oppressi da dittatori ma quando quando questi dittatori vogliono anche imporre dittature ereditarie (Tunisia, Libia, Egitto, Siria…)

    5. Il mondo è “ormai multipolare”, ma la sua narrazione su questo giornale continua ad essere unipolare: a) perché più facile ripettere sempre la stessa cosa piuttosto che cercare di capire la complessità (ed è tanta…) dei nuovi (dis)equilibri mondiali b) perché quando ci si è costruito un nome e una carriera sull’anti.imperialismo (sempre e solo anti-occidentale) é difficile rinunciare a giri, relazioni, finanziamenti. Sopratutto in periodo di crisi finanziarie e mentre Putin and Co offrono “nuove opportunità”.

    Vogliamo fare nascere un nuovo internazionalismo in questo mondo multipolare o cerchiamo qualcuno al quale affidarci?

  • Pierpaolo1947

    Ma neanche tanto semplice.
    L’azione di comando delle Forze Armate non può prescindere dall’azione di governo.
    Le veline della Rai – ovviamente – non hanno riportato di una seduta del Consiglio dei Ministri con all’ordine del giorno il ricorso alla guerra per difebdere i diritti italiani in Libia.
    Me ne può citare la data e le decisioni assunte?

  • Pierpaolo1947

    La lista non era unica ed i candidati erano 3. Certamente non tutti della stessa statura politica.
    Nelle precedenti elezioni, in cui veniva eletto dal parlamento, il Presidente veniva, comunque confermato da un plebiscito popolare. Napolitano neppure quello.

    Né negli Usa, né in Europa, né in Russia quelli che vivono con la testa nel sacco (soprattutto i sé dicenti esperti) avevano previsto la primavera araba.
    Anche la Voice of America, come Radio Free Europe, dicono che bisogna far nascere un nuovo internazionalismo in questo mondo multipolare.

  • alex1

    La domanda e’ una sola. Chi era il comandante in capo delle forze armate? Trovi la risposta, poi puoi aggiungergi anche I filo Nato democratically correct, che gli hanno dato una buona mano ma ad appoggiare l’intervento Nato decide chi era? Chi ha zittito direttamente od indirettamente anche chi avrebbe cercato di fermare la guerra con mediazioni, compreso il Presidente del consiglio, all’inizio titubante? Chi si e’ dichiarato per la Guerra fino alla resa di Tripoli ed indirettamente all’eliminazione fisica di Gheddafi? (Tant’e’ che ne una pace ne una tregua sono state mai firmate, e la Guerra continua?). Chiha detto per primo dopo Obama che “con la Libia non si tratta?” Pensi che una decisione del genere la mettano ai voti, in parlamento,e magari ci fanno anche un bel referendum? Sai la storia degli interventi nella prima Guerra mondiale? Com’e’ andata in Italia?

  • Carmela

    Rivedi le tue informazioni (e rivedrò le mie).
    Plebiscito al 99%? Cioé la “democratura” di cui parlavano i ribelli burkinabé?

    Io parlo di un internazionalismo dei e delle proletari/e contro i neoliberismi e gli imperialismi, loro non credo.

    P:S: A proposito di media: neanche una riga (o me lo sono perso) su Sputinik, la nuova agenzia russa per presentare a livello internazionale la corretta informazione russa sul mondo….

  • alex1

    I “compagni” arabi spaccerebbero per primavera anche il golpe contro Allende? In fondo che diamine, fare un po’ di pulizia per il “nuovo che avanzava” rispetto al vecchi burocratico leader…che ha fatto le stesse cose che aveva fatto Gheddafi. Nazionalizzazione delle risorse, casa ed assistenza medica gratuita…retaggi di un utopia da mettere in soffitta, non e’ vero?

  • alex1

    Infatti gli USA, Francia ed Inghilterra, Qatar e Turchia non l’hanno prevista…l’hanno solo organizzata finanziata, appoggiata con missili cruise e fiumi di dollari (finche’ hanno potuto) sbarchi di mercenary e commandos. Poi nella ploro protervia, pensavano chetutto tornasse secondo I loro piani, che gli integralisti loro braccio armato si ritirassero in buon ordine, che gli occupati tornassero a fare I servetti come sotto il colonialismo, dicendo “abbiamo scherzato” che I bombardatori venissero accolti come I nuovi liberatori (come disse Ferrara alla vigilia dell’invasione USA dell’Iraq…come ci aveva preso!).

  • Pierpaolo1947

    Il pericolo che vada di nuovo come nella prima Guerra mondiale è molto concreto.
    È, quindi, nostra precisa responsabilità scongiurare che si ripeta.
    Ci sono, però, delle differenze.
    Anche se allora non esisteva un art. 11 della Costituzione, fu egualmente un colpo di stato del Re. Che giustamente ha terminato la dinastia. Ma ci sono voluti 30 anni, anto era alto il suo prestigio.
    Il Presidente della Repubblica di ora non ne ha nemmeno un decimo e verrebbe chiamato a rispondere molto prima.
    Non mi interessa chi ha lanciato gli slogan, trovo più interessante conoscere chi aha autorizzato mezzi militari stranieri ad entrare nel territorio della Repubblica ed ad utilizzare infrastrutture aeroportualali e navali militari italiani per portare azioni belliche in Libia. Chi ha stabilito che mezzi aeronavali italiani andassero a compiere aggressioni in Libia. Chi ha stabilito le loro regole di ingaggio.

  • Pierpaolo1947

    E cosa ci dice il tuo internazionalismo sui satrapi ereditari e sanguinari del Bahrain?
    Hanno mai fatto un plebiscito?
    O me lo sono perso io?

  • Carmela

    – Chi ti parla di negare le malefatte dell’imperialismo americano? Ma non é sostendo che poiché gli americani hanno fatto e fanno cose orrende dobbiamo accettare le stesse cose fatte da nuovi imperialismi che si va molto lontano….
    -“Nazionalizzazione delle risorse,”, Ghedadfi? Parlerei piuttosto di familizzazione delle risorse….Come in Siria. Tunisia….

    – L’utopia socialista non è certo “da mettere in soffitta” ma non é sostenendo dittatori pure di fare finta che il “socialismo reale” esista ancora che
    si fà avanzare l’utopia. Anzi si aiuta i sudetti dittatori a distruggere ogni istanza di utopia socialista nei loro paesi. Compresa l’utopia socialista (Dignità, libertà, giustizia), ben presente nelle rivoluzioni arabe, lasciando solo in campo l’utopia islamista -sunnita o sciita- (foraggiata anche dai russi al momento dell’occupazione dell’Afghanistan,col loro sostegno all’Iran teocratico e a Hezbollah).
    – Convinta che la primavera araba arriverà anche negli emirati anche se per ora prevale l’opposizione sunnita/sciita.
    – In quanto ai “servetti/e” li/le abbiamo oggi in molte case italiane ma non se ne puo parlare visto che gran parte della “sinistra” anche radicale italiana ne fà abbondante uso e ha da tempo lasciato perdere ogni lotta per servizi sociali, welfare,….

    P.S: Mubarak è stato -come previsto- assolto da ogni responsabilità dei morti di Tahrir. Buona notizia per Assad….

    P.p.s. per Pierpaolo1947: ho confuso elezioni presidenziali di cui parlavi e ultime elezioni legislative! L’età….

  • alex1

    cara Antoniette, cambi lo pseudonimo, ma I tuoi luoghi sono gli stessi. Usando la mia pazienza confutro’ I punti piu’ fasulli e chiariro’ agli altri il mio punto.
    Io non nego le malefatte dell’imperialismo Americano come non nego quello inglese italiano francese Ue in generale. Ma dire che I colpevoli sono tutti e mettere sullo stesso piano aggressori ed aggrediti, mi sembra la scusa per giustificare le guerre coloniali e di conquista. Il fatto che parli di “utopia” socialista fa capire come la pensi. Cosa che si capisce quando neghi la modernita’ di uno Stato come la Libia, anzi come era

  • alex1

    (continua) la Jamahiria, che tu riduci ad una macchietta di poveri ignoranti con l’anello al naso soggiogati da una persona sola, proprietario di tutto e di tutti (neanche nei fumetti), evidentemente non hai idea delle conquiste sociali, oltre che della sua complessita’ delle tribu’ e della sua estensione. L’informazione del 2011 parlava di fondi di Stato libici, (“sequetrati”i dagli aggressori, come fondi “del dittatore”) Ma andiamo oltre. Peraltro fra un governo che taglia sanita’ e servizi sociali per pagare missile cruise e missioni di Guerra ed un altro definite “dittatoriale” perche’ non ricalca il modello occidentalista ma assicura servizi sanitari, scuola, case a tutti, senza sparare una cannonata sui vicini, permettimi di avere un po’ di preferenza per il secondo. Fra I colonialismi ed I movimenti anticolonialisti, le cui lotte hanno favorito lotte e progresso anche all’interno degli stessi paesi ex colonialist (Portogallo, Francia, ed in parte anche USA, tanto per citarne alcuni) io, senza prendere lucciole per lanterne, continuo con I vari distinguo a preferire i primi. Riguardo all’imperialismo russo, mi sembra non abbia sparato un solo colpo in Siria, ed ha pazientemente ospitato 800000 profughi dall’Ucraina…. Riguardo al processo di Mubarak…io non sto ne’ con lui ne con I fratelli musulmani…a decider alla fine sono stati I militari, “bravi” ad illudere di far cambiare tutto senza cambiare nulla. Mubarak, sebbene non era il mostro che si diceva, non ha avuto il sostegno popolare che ha ricevuto Assad, visto nel bene e nel male l’unico che puo’ tenere l’unita’ della Siria davanti alle aggressioni esterne e quelle fondamentaliste pronte ad “iraqizzare” tutto il Medio Oriente. Vogliamo fare loro una colpa di questa scelta, in una situazione estrema?

  • Carmela

    Come è difficile capirsi!

    – Non ho mai detto che neghi le malefatte dell’imperialismo americano ma che non sono d’accordo con chi parla solo delle malefatte dell’imperialismo americano cancellando quelle dei nuovi imperialismi pure di dare adosso solo all’occidente, e spesso
    a partire da una visione mitica dell’Urss e del defunto campo socialista (ha da venire Baffone…), e/o da una visione frontista vanneggiata da molti: prima facciamo fuori la potenza americana alleandoci con tutti quelli che ci stanno -fascisti compresi-, e poi vedremmo. Ma vedremmo cosa? Mistero.
    – E figurati se nego le malefatte del colonialismo, io cresciuta con amiche che si chiamavano Lakdhari, Moussaoui…e nata alla politica con la guerra d’Algeria! O se considero gli arabi -compresi i Libici- “poveri ignoranti con l’anello al naso” dopo avere frequentato per anni (militanza politica alla Cità Universitaria di Parigi) studenti/e arabi/e mille volte più colti/e (anche su Francia e Italia) di me, appena uscita dalla mia periferia immigrata.

    Per il resto:
    – Credi sul serio che basti avere “servizi sanitari, scuola, case a tutti” (ammesso che fosse vero veramente per “tutti” compresi i numerosissimi lavoratori immigrati, e sorvolando sul tipo di scuola ) per essere felici? Contrariamente a te che, credo, hai a lungo lavorato in Libia (e immagino con tutti i privilegi materiali connessi alla “cooperazione”), non ci ho mai messo piede, ma conosco persone che della Libia hanno a lungo frequentato le galere. Poveri/e cretini/e che non hanno capito la loro fortuna di vivere sotto il pugno di ferro di Gheddafi? Venduti/e all’Occidente? Utopisti/e insaziabili/e che insieme al pane volevano anche “le rose”? Non credo.
    -In quanto alle spese militari Gheddafi di sicuro aveva poco da invidiare all’Occidente visto il suo arsenale bellico che generosamente elargiva a suo piacimento alimentando -come le altre potenze imperiali- conflitti in mezzo mondo.
    – Anche se dubito che Putin “non abbia sparato un solo colpo in Siria” ha fornito da ormai più di 4 anni armi -e belle pesanti- ad Assad per massacrare il “suo” popolo e radere al suolo il “suo” paese, e di colpi ne ha certo “sparati” in Ucraina, Ceccenia……E di sicuro dell’unità della Siria non gli è mai fregato niente, visto che dall’inizio ha sostenuto un arco sciita che andasse dall’Iran al mare per affossare ogni rimasuglio di panarabismo (gli Iraniani non sono arabi), mantenere un porto militare nel mediterraneo e impedire la costruzione di pipe lines attraverso la Siria.

  • alex1

    Se non bast avere lavorocasa, ospedali per tutti, figuriamoci non averli(una volta si diceva che se il benessere non fa la felicita’, figuriamoci la miseria)…non capisco proprio quest’affermazione, detta da una che si dichiara per il socialismo poi….ti faccio presente che il popolo libico ha appoggiato, salvo pochissime tribu’ della Cirenaica, minoranza della minoranza, la leadership di Gheddafi, fino alla sua uccisione, anche quando il suo destino era segnato dalla straripante strapotenza militare delle “potenze democratiche” che “democraticamente” hanno posto fine con la forza a quell’esperienza, come fecero, con meno resistenze peraltro, in Cile contro Allende e contro I vari Mossadeq e Sankara. Riguardo alla balla di Assad che massacre il suo popolo, neanche I media occidental la ripetono piu’, tanto e’ evidente che Assad non massacra il suo popolo, ma lo difende da una guerra spietata di conquista e di smembramento.Guerra che fa morti anche fra il “suo popolo” visto che in guerra nessuno puo’ permettersi di essere buono. Ed il suo popolo ha scelto di stare con lui. non vedo perche’ avrebbe dovuto disarmarsi di fronte agli integralisti, se poi le armi le compra dalla Francia, dalla Russia o dalla Cina fa differenza? Riguardo poi alle spese military di Gheddafi, beh, ogni comment e’ superfluo, l’aviazione non e’ riuscita nemmeno ad alzarsi in volo per contrastare I bombardieri Nato e la contraerea ne ha colpiti pochissimi. Ti posso solo dire della stima che godeva da parte di molti studenti africani che ho conosciuto, e che molti non erano nemmeno libici. Strano rilevare che certa sinistra stravede per il leader socialisti sconfitti, ma disprezza come “dittatori” quelli che hanno vinto e che hanno lasciato un segno nella storia, Lenin e Mao compresi. riguardo Putin, io non sono putiniano, ma mi sembra che in Ucraina non abbia sparato un colpo, mentre I nazisti appoggiati da Mc Cain e dalla Nuland di colpi ne abbiano sparati un bel po’. Non mi sembra, ripeto, che mettere tutto sullo stesso piano si giusto, ne’ produttivo. Allora nessuna lotta di resistenza va appoggiata, perche’ “l’imperialismo nostrano sara’ brutto, ma le dittature sono ancora piu’ brutte..” Che la Russia abbia storicamente appoggiato l’Iran e’ falso, casomai appoggiava indirettamente gli stati arabi laici (Iraq, Yemen del Sud) che sono stati I primi ad essere attaccati dopo il nefasto biennio 1989-1991. In Cecenia la guerra l’hanno iniziata I secessionist, spingendosi ben oltre I confine della Cecenia, nonostante avessero ottenuto una larga autonomia alla meta’ degli anni novanta. Anche qui potremmo anche criticare la Russia per gli eccessi della repression, ma mettiamo un po’ di puntini sulle I…

  • alex1

    Riguardo ai conflitti in mezzo mondo…ci sarebbe da ridere. Fra l’altro vorrei ricordare che Gheddafi ha sostenuto, ricambiato, la lotta anti apartheid dell’ANC e di Mandela in tempi non sospetti, oltre che tenere legami con I resistenti irlandesi all’occupazione inglese. Grave colpa evidentemente agli occhi dei “democratically correct”.

  • Carmela

    Continui:
    1. ad oppore alla propaganda americana che giustamente critichi, la propaganda russa che invece consideri verità (speriamo almeno che dopo l’ufficializzazione degli aiuti di Putin al Front National -e probabilmente alla Lega- il manifesto non continui-come te- con la barzeletta degli ucraini fascisti e i pro-russi antifascisti!)
    2. a parlare di un mondo o bipolare (blocco capitalista/campo socialista), o monopolare (dopo l’implosione dell’URSS), ma nulla su gli
    (des)equilibri attuali. Ad esempio chi ha mai detto che “la Russia abbia storicamente appoggiato l’Iran” ? Ho detto che lo fà oggi per difendere i propri interessi esattamente come lo hanno fatto e lo fanno gli “occidentali” con l’Arabia Saudita.

    In quanto a “Allora nessuna lotta di resistenza va appoggiata”; resistenza di chi contro chi? Gira e rigira l’unica resistenza che sembri ammettere è quella “governativa” contro il solo imperialismo americano, e mai quella dei popoli contro governi corrotti e dittatoriali (che di certo nulla. e da tempo, hanno a che fare con la dittatura del proletariato). Appunto, il carattere borghese (una borghesia contro un’altra) della geopolitica criticato da Lenin. Logica mortifera con la quale molti antimperialisti hanno sostituito la lotta di classe. E ogni riflessione sulla crisi economica mondiale..

  • alex1

    La lotta di classe e’ un tutt’uno con la lotta antimperialista. Lezione che viene da lontano ma che molta sinistra ha fatto fatica a digerire. Anche Lenin nel 1912 sosteneva la lotta dei patrioti libici contro “l’imperialismo straccione” Italiano, come pure Marx sostenne la lotta di liberazione irlandesecontro gli occupant inglesi e se questo era valido allora, non vedo perche’ non dovrebbe esserlo adesso. E certo I patrioti di allora non potevano essere per il socialismo, si difendevano solo per sopravvivere. Legittimamente come legittimamente lo fanno oggi la Libia e la Siria.A meno che non si spacci la Libia o la Siria come paesi imperialisti…. Invece proprio Lenin diceva che la democrazia “e’ il miglior involucro per l’Imperialismo” quindi divider le “democrazie” dalle “dittature” peraltro valutate sempre secondo un metro occidentalista variabile secondo le convenienze, non ha molto senso. A parte che spacciare come dittatura personale il sistema della democrazia diretta dei delegati di tutte le tribu’ in Libia vuol dire non aver capito nulla (o di non voler capire) ritengo che in Libia la classe lavoratrice era all’avanguardia per le conquiste ed il benessere in termini di sanita’ e scuola e questi erano dati Unicef, non chiacchiere (dove trovi un paese dove I proventi dall’estrazione del petrolio arriva direttamente sui conti correnti in banca?) e non ha caso era terra di immigrazione, con gli immigrati che ottenevano quasi sempre il diritto di cittadinanza (non a caso I primi ad essere uccisi turturati od incarcerate dai golpisti reazionari sono stati proprio I neri immigrati, cosa al confront dei quali il Ku Klux Kahn era una confraternita di goliardi). Non si poteva pretendere di piu’ in quella situazione, e nemmeno che la Libia o la Siria od altre realta’ si chiudessero in una torre d’avorio per non commerciare con I capitalisti e costruire un “socialismo puro” di tipo autarchico che peraltro non avrebbe avuto alcuna possibilita’ di consolidarsi, La resistenza non era solo “del governo” ma di un popolo che ha volute difendere non solo i governanti, ma sicuramente quel modello sociale che e’ stato cancellato dalla forza. Io sono sempre per difendere I modelli di societa’ piu’ avanzati rispetto a quelli retrograde che si vuole imporre dall’esterno (ed in qualche caso anche da componenti minoritari interni). La resistenza da parte loro e’ legittima, come era quella dei partigiani italiani (che peraltro e’ stata sopravvalutata come rivoluzione popolare, ma che tale non era…). Parlare agli aggrediti di “corruzione e malgoverno” da parte di noi italiani e’ come il bue che dice “cornuto” all’asino. Vai a chiedere ai libici se stanno meglio rispetto a tre anni fa…e poi parla alle famigle dei migliaia desaparecidos, colpevoli solo di essere stati funzionari del governo o cittadini di Sirte. Era una guerra di conquista tutta esterna, condotta da mercenari di varia provenienza (determinante quella dal Qatar) appoggiati da integralisti libici, pochi ma molto ben armati ed addestrati . Io sono anche per la lotta di classe in ogni paese del mondo , Cina ed Iran, Turchia ed ovunque nel mondo degli operai per ottenere miglioramenti sindacali, ma per esperienza ho molta diffidenza per movimenti “democratically correct” che sostengono la rimozione dei “dittatori” per promuovere esponenti che spesso si sono dimostrati cavalli di Troia dell’imperialismo come la storia recente del Kossovo e dell’Ucraina mostra.

  • alex1

    Il prestigio spesso lo danno anche I media, e qui casca l’asino. Chi ha in mano la maggioranza dei media? Chi e’ riuscito a far si che un leader “ex PCI” (non lo definisco ex comunista perche’ ho un ragionevole dubbio che non lo sia mai stato) sia apprezzato e riconusciuto anche da quelli che ideologicamente dovrebbero essere nemici giurati? Gli “slogan” sono degli ordini impliciti se dati da autorita’. I generali ed I ministry possono obbedire o dimettersi. L’impressione e’ che sapessero tutto gia’ prima del 19 marzo 2011 e che fossero d’accordo piu’ o meno tutti, sinistra “democratica” per prima (quale migliore occasione per dare addosso all”amico” di Berlusconi? e mostrarsi piu’ realisti del re?).