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Politica

Ruotolo contro i 5S, una sfida che guarda alla Regione

Napoli. Urne aperte a Napoli, buone speranze per il candidato di Pd e Dema. Centrodestra in affanno

Urne aperte oggi a Napoli per le elezioni suppletive del collegio 7: si deve sostituire il senatore 5S Franco Ortolani, deceduto a novembre. Sono 357.299 i potenziali votanti distribuiti tra la collina del Vomero fino ai quartieri dell’area est e nord. Cinque i candidati in corsa: Luigi Napolitano, Sandro Ruotolo, Salvatore Guangi, Giuseppe Aragno e Riccardo Guarino.
I 5S si presentano con Napolitano, che ha il compito più difficile poiché due anni fa Ortolani stravinse con il 53,25%. Le polemiche non hanno aiutato: a superare la selezione su Rousseau è stato un amico dell’ex capo politico Luigi Di Maio, che spingeva per la corsa in solitaria del Movimento quando, invece, una parte della base avrebbe voluto convergere su Ruotolo.

L’ultima settimana è sceso in campo lo stato maggiore 5S: in città giovedì è arrivato l’ex ministro Danilo Toninelli, venerdì chiusura della campagna elettorale a Secondigliano con una folla di big, tra i quali la vice ministra Laura Castelli, il capo politico reggente Vito Crimi, il questore dell’ufficio di presidenza della Camera Francesco D’Uva. Arrivare almeno al 20% consentirebbe ai pentastellati di arginare l’emorragia di voti e, quindi, trattare con il Pd per le regionali campane di primavera sperando di tenere sul nome del candidato governatore, l’attuale ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Ai gazebo e tra la gente i 5S non hanno messo sul tavolo solo il reddito di cittadinanza ma anche i fondi per la bonifica del sito Sin di Napoli est (830 ettari, 14 chilometri quadrati di mare): 30 milioni ai quali vanno sommati i 24 stanziati nel 1998, e mai spesi, che Costa ha sbloccato.

I sondaggi nel cassetto dem danno in vantaggio Ruotolo: il giornalista è riuscito a compattare una coalizione che va dal Pd a Dema, il movimento del sindaco Luigi de Magistris, passando per Iv, Leu e Centro democratico, con la benedizione delle Sardine. Si tratta di un laboratorio, di un esperimento pratico per verificare la possibilità di mettere in campo un centro sinistra più civico. Il primo approdo di Ruotolo, in caso di vittoria, sarà il Misto in attesa delle evoluzioni in casa dem. La scelta di puntare sul giornalista segna un cambio di passo: due anni fa il Pd si presentò con un esponente di centrodestra, Gioacchino Alfano (ex Pdl transitato in Ncd), che raccolse solo il 16,39%.

Tre i punti della campagna elettorale chiusa venerdì: il lavoro con la vertenza simbolo Whirlpool, il contrasto all’intolleranza (a Napoli per Ruotolo è arrivato da Torino Marcello Segre, vittima di scritte antisemite), la lotta ai clan. «Miano è un territorio controllato da criminali – ha denunciato in settimana -. È stato impossibile sistemare un banchetto o chiacchierare liberamente». Una sua vittoria metterebbe il Pd nella condizione di trattare con i 5S da una posizione di forza sul candidato governatore. Al Nazareno hanno già in mente il nome per superare Costa ma anche il presidente in carica, Vincenzo De Luca. A settembre l’idea era puntare sull’attuale ministro dell’Università, Gaetano Manfredi.

Il centrodestra schiera il consigliere comunale Salvatore Guangi, che alle politiche del 2018 prese il 22,6%. Vicino a Mara Carfagna, per lui si è speso l’intero stato maggiore di Forza Italia, cosa non scontata visti i contrasti interni. Tiepida la Lega. Matteo Salvini, in visita a Napoli martedì e mercoledì, aveva dichiarato: «Ruotolo scappa dai confronti con gli altri candidati, si sente Dio. Il nostro è una persona concreta». Poi però martedì non l’ha fatto salire sul palco del teatro Augusteo per tirargli la volata.

Guarino è un transfuga di Dema in corsa oggi con Rinascimento partenopeo. Anche Aragno, storico del movimento operaio e del Novecento, è stato in Dema prima di allontanarsi un anno fa. A sostenerlo c’è Potere al popolo: con gli attivisti ha girato i quartieri proponendo l’abolizione del Jobs act e dei decreti Sicurezza, l’abbassamento dell’età pensionabile e rilanciando le battaglie per il lavoro. Per tutti c’è l’incognita astensione. Pap ha attivato un centralino per dare informazioni sul voto: «I partiti pensano di vincere mobilitando le loro clientele. Noi pensiamo che i cittadini vadano messi in condizione di decidere cosa è meglio per loro».


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