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Cultura

Rojava e le armi della libertà femminile

Kobane non è sola. Le donne curde che combattono nella Rojava esprimono una resistenza alle truppe dell’Isis e al linguaggio politically correct dell’Occidente

Una foto che circola da qualche giorno, nella quale un soldatodello Stato islamico, sorridendo, tiene per i capelli la testa mozzata di una combattente curda, aiuta forse a capire perché una delle donne delle Ypj dichiari in un’intervista che l’Isis è nemico dell’umanità. Per lei e le sue compagne Kobane è il confine globale tra la civiltà e la barbarie. Eppure queste parole sono spiazzanti perché, soprattutto dopo l’11/9 (l’attacco alla Torri gemelle a New York, n.d.r.), sono servite a giustificare una guerra combattuta senza frontiere in nome della «duratura libertà» dell’Occidente minacciato dal terrorismo globale. Ma è spiazzante anche...

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