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Internazionale

Rimosso il giudice del porto, Beirut teme l’insabbiamento

Libano. Il cambio a soli sei mesi dall’incarico e i primi rinvii a giudizio eccellenti per l’esplosione del 4 agosto. Intanto il Libano è sempre più povero e senza governo: è ancora gelo tra Hariri e Aoun

Presidio davanti al parlamento libanese dei parenti delle vittime dell’esplosione al porto di Beirut

Presidio davanti al parlamento libanese dei parenti delle vittime dell’esplosione al porto di Beirut

Che quello sull’esplosione al porto di Beirut diventasse un processo complicato non era cosa di difficile previsione. Ma la rimozione del giudice Fadi Sawan a soli sei mesi dall’incarico di indagare sui fatti che il 4 agosto scorso hanno provocato circa 200 morti, 7mila feriti, migliaia di sfollati e la distruzione di intere aree della capitale, contribuisce certamente a creare un nuovo cono d’ombra. Il capo della Corte di Cassazione al-Hajjar ha motivato la sua decisione di giovedì scorso asserendo che Sawan correva il rischio di essere poco oggettivo nelle sue valutazioni, essendo coinvolto emotivamente in prima persona poiché residente...

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