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«Riformare» per «semplificare» la vita ai ricchi

P.A./Nuovi concorsi. L’igiene della lingua e quella del diritto esigono un repentino passo indietro

Il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta

Il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta

Il linguaggio politico e anche quello istituzionale sono stati lungamente inquinati. Lo attestano una serie di trappole della lingua disseminate nello spazio pubblico dove, da tempo, la licenza di licenziare può essere tranquillamente presentata come sommo strumento di lotta alla disoccupazione, dove i corpi intermedi possono costituire un inutile intralcio alla volontà popolare e i diritti civili rappresentare un attacco alla famiglia tradizionale e ai suoi consolidati valori. Questa mafia della lingua raggiunge il proprio apice quando si sente parlare di “riforme” e di “semplificazione”, posto che dietro tali nozioni, anche in concorso tra loro, sovente si legittima l’abuso e...

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