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Riforma, un parlamento modello ungherese

La designazione dei senatori da parte dei Consigli regionali tra i propri componenti non costituisce certo l’unico aspetto negativo della riforma Renzi-Boschi. Basti pensare alla ridotta numerosità del senato, che ne diminuisce notevolmente il peso specifico nella partecipazione alla elezione di organi di garanzia (presidente della Repubblica, cinque giudici costituzionali, membri laici del Csm), posta di fatto nelle mani della maggioranza artificiale di un unico partito alla camera. Evidentemente il mancato ridimensionamento del numero dei deputati era sgradito ai contraenti del «patto del Nazareno» e quindi alla camera non si è applicato il «principio» della riduzione dei politici e delle...

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