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Europa

«Restiamo un paese libero e aperto», Merkel non cede alla destra

Il discorso alla Germania. Gli attacchi xenofobi e le pressioni della Cdu non piegano la cancelliera. Nessun cambio di rotta ulteriore: la linea sui profughi è già stata «corretta» a inizio anno dopo i fatti di Colonia, le «porte aperte» sono un lontano ricordo

Il sindaco di Berlino Michael Mueller, la cancelliera Angela Merkel e il ministro dell'interno Thomas de Maiziere sul luogo dell'attentato

Il sindaco di Berlino Michael Mueller, la cancelliera Angela Merkel e il ministro dell'interno Thomas de Maiziere sul luogo dell'attentato

Le prime accuse alla cancelliera Angela Merkel non si sono fatte attendere. Non erano passate nemmeno due ore dalla strage di Berlino che il leader di Alternative für Deutschland (AfD) nel più importante Land del Paese, il Nordreno-Westfalia, già twittava: «Sono i morti di Merkel». Inevitabile: la destra anti-profughi sarebbe irriconoscibile se non provasse a strumentalizzare questo genere di eventi. Ieri ha rincarato la dose il numero due del partito a livello nazionale, Alexander Gauland, con parole più misurate nei toni ma identiche nella sostanza: «Dobbiamo una volta per tutte riconoscere che questo orribile atto è anche una conseguenza della...

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