closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Politica

Renzi spiana il dissenso ma riapre il partito

Democrack. Il premier a muso duro contro i senatori autosospesi, ma alla fine cerca di recuparare la sinistra del partito. L’unica concessione al dissenso è un applauso della platea a Walter Tocci, che ricorda come le riforme su cui Renzi insiste tanto siano in realtà «impantanate»

Matteo Renzi

Matteo Renzi

«Questo è un partito, non un movimento anarchico», più che ruvido, al limite della brutalità, Matteo Renzi cancella così non solo il dissenso dei 14 senatori che vorrebbero «ricattare il Pd», ma anche tutte le critiche piovute sulla sua riforma del Senato. Di spiragli non ce ne sono. Il palco della prima assemblea nazionale del Pd è un plotone d'esecuzione: osanna e ringraziamenti per il vincitore, tali e tanti da far sospettare l'imminente nascita di un vero e proprio culto della personalità; anatemi per Mineo e i reprobi che vorrebbero bloccare il treno trionfale delle riforme. Come sempre, il coro...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi