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Politica

Sulla scuola Renzi non si ferma e vuole un Jobs act anche per l’università

Scuola. Sciocchezzaio renziano: «La scuola non è un ammortizzatore sociale». «Bloccano il Ddl, ma poi accusano il governo». «C’è bisogno di un nuovo modello organizzativo». I tre pilastri della propaganda usata per giustificare il voto di fiducia sul Ddl Scuola della prossima settimana. La sinistra Pd voterà, in gran parte. E il partito democratico, e il governo, saranno salvi. Non la scuola o l'università

«Bloccano il Ddl, ma poi accusano il governo» ha scritto Matteo Renzi nella Enews, il messaggio inviato ieri agli iscritti del partito democratico. Minaccioso nei toni, sprezzante con il movimento dei docenti (e non solo dei sindacati) che si oppone al Ddl, il presidente del Consiglio imbroglia le carte. Non sono gli emendamenti a impedire l’approvazione del testo, ma l’opposizione interna al Pd che rischia di negargli i voti al Senato. Renzi sta celebrando un congresso anticipato del suo partito ai danni dei docenti precari e conferma l’intenzione di mettere la fiducia sul Ddl. È l’arma della fine del mondo...

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