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Regeni, i 5stelle e l’offensiva cosmetica dell’uguale

«Giulio uno di noi». Negli ultimi quaranta giorni ben tre ministri della Repubblica si sono recati in Egitto, eppure nessuna informazione inedita, nessun impegno concreto, nessun tangibile spiraglio per l’accertamento della verità è venuto fuori

Secondo il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, il despota egiziano Al Sisi avrebbe dichiarato: «Giulio Regeni era uno di noi». Cosa significhi una simile frase, tanto offensiva quanto spaventosa, è difficile a dirsi. Si potrebbe ipotizzare che quell’affermazione si riferisca al comune destino del ricercatore italiano e delle migliaia di egiziani scomparsi, torturati e uccisi. Ma è improbabile che Al Sisi intendesse stabilire quel parallelismo, finendo così col denunciare le responsabilità criminali del regime di cui è massima espressione. Deve pensarsi, piuttosto, che quella incredibile definizione sia il più recente - e non necessariamente l’ultimo - atto di una...

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