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Visioni

Razza, gender e potere: il gioco senza scrupoli delle banditesse

Al cinema. Nel suo nuovo film - «Widows - Eredità criminale» Steve Mc Queen passa al pulp adattando per il grande schermo una serie anni ’80

Viola Davis e Colin Farrell in «Widows» di Steve McQueen

Viola Davis e Colin Farrell in «Widows» di Steve McQueen

In un gioco di libere associazioni, «razza», «gender» e «potere politico» si sposano naturalmente con il nome Steve McQueen. Molto meno la parola, e la nozione di, thriller. Il regista inglese passa dall’arty dei suoi primi tre film (Hunger, Shame e 12 anni schiavo) al pulp artistico, con l’adattamento di una serie televisiva che lo aveva colpito negli anni ottanta, Widows, firmata da Lynda La Plante. Nel film omonimo, che dal Regno Unito si sposta nella Chicago contemporanea, lo affianca alla sceneggiatura Gillian Flynn. Ed è una scelta felice quella di contaminare l’algido cinema della crudeltà di McQueen con la...

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