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Internazionale

Rana Plaza, quattro anni dopo. Per i lavoratori del tessile è svolta a metà

Bangladesh. Nel 2013 il crollo del palazzo che alal periferia di Dacca ospitava cinque fabbriche tessili causò 1.134 morti. Da allora iarenti delle vittime e una campagna internazionale incalzano i marchi occidentali: più trasparenza. Ma su 72 aziende contattate solo 17 accettano. Nessuna risposta da Armani

Dacca, aprile 2013. Disperazione e rabbia dei parenti di chi è rimasto sotto le macerie

Dacca, aprile 2013. Disperazione e rabbia dei parenti di chi è rimasto sotto le macerie

Rana Plaza, quattro anni dopo. Il 24 aprile del 2013, una settimana prima della Festa internazionale del lavoro, un edifico di cinque piani crollava alla periferia industriale di Dacca, Bangladesh. 1.134 morti e 2mila feriti. L’edificio ospitava cinque fabbriche di abbigliamento che producevano per marchi europei e nordamericani, alcuni dei quali fecero di tutto per non essere coinvolti nel crollo e dunque nei risarcimenti. Non è certo stato questo l’unico «incidente» (fu preceduto dagli incendi nella fabbrica Ali Enterprises in Pakistan e alla Tazreen Fashions in Bangladesh, che uccisero più di 350 persone) ma il dossier Rana Plaza, anche se...

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