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Alias Domenica

Raffaello redivivo, Roma bizantina

Giulio Aristide Sartorio, "Il ritorno di Raffaello", a cura di Cecilia Gibellini. Titolo originale, "Romae Carrus Navalis", 1907. Il pittore "della" Camera dei Deputati immaginò il ritorno del Divino nell’Urbe dei suoi giorni, fra esteti nevrotici e esangui nobildonne. Una critica tagliente mascherata da «favola contemporanea»

Giulio Aristide Sartorio, studio per

Giulio Aristide Sartorio, studio per "La Gorgone e gli Eroi", 1890-’99, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

E’ scelta divertita e divertente quella intrapresa dall’editore Medusa, che – per celebrare la ricorrenza ufficialissima del cinquecentenario dalla morte del Sanzio – s’è avventurato a riesumare la più impegnativa fra le fatiche ‘critiche’ di Giulio Aristide Sartorio, e cioè Romae Carrus Navalis, romanzo coraggioso ma dimenticato, distribuito per l’ultima volta nel 1907 e oggi riproposto sotto al titolo affabile di Il ritorno di Raffaello (pp. 354, euro 27,00). Il pittore immaginifico, protagonista dell’Urbe dorata e bizantina istruitasi alla lezione di Gabriele D’Annunzio, vi sogna infatti l’impossibile ritorno in vita dell’Urbinate, fra esangui nobildonne e esteti nevrotici, prelati immorali e...

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