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Internazionale

Quel giorno sui muri apparve l’utopia

2011-2021. Le primavere arabe. Le piazze epicentro delle proteste ribattezzate con una toponomastica rivoluzionaria. I graffiti hanno dato voce  alla libertà contro regimi monocolore. Dal Bahrein alla Tunisia, murales come volantini contro il silenzio imposto dallo Stato

Dieci anni fa diverse piazze del mondo arabo venivano invase dalle masse. Era una conquista fisica, ma anche simbolica, di uno spazio pubblico fino ad allora dominato dal «colore unico» del regime di turno. I graffiti, arte pubblica e di strada per eccellenza, sono stati spesso la manifestazione visiva, policroma, di una moltitudine di voci che si alzavano, desiderose di affermare la propria esistenza come soggetti pubblici. Come in tutti i luoghi del mondo interessati da processi rivoluzionari, lo spazio veniva reclamato anche attraverso slogan, scritte anonime, versi poetici e interventi artistici sui muri delle città. Toponomastiche rivoluzionarie riscrivevano la...

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