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Internazionale

Quattro bombe dell’Isis contro le moschee di Sana’a

Yemen. Almeno 31 i morti, ma il bilancio è destinato a salire. Colpito anche il quartier generale degli Houthi. Intanto a Ginevra è stallo nel negoziato: le parti rifiutano di parlarsi

L'attentato del 20 marzo contro una moschea di Sana'a

L'attentato del 20 marzo contro una moschea di Sana'a

A poche ore dall’inizio del mese sacro di Ramadan, ieri sera 4 autobomba hanno violato di nuovo la capitale yemenita Sana’a. Almeno 31 i morti, secondo il bilancio a pochi minuti dall’attacco, destinato a salire. Kamikaze hanno centrato tre moschee e il quartier generale del movimento sciita Houthi, che da settembre ha occupato la capitale. «Quattro autobomba hanno colpito l’ufficio politico di Ansarullah [il partito Houthi] e le moschee di Hashush, Kibsi e Qubat al-Khadra», ha detto un funzionario Houthi. In tarda serata è giunta la rivendicazione online di sostenitori dell’Isis che attribuiscono l’attacco allo Stato Islamico. Già prima gli...

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