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Cultura

Quando l’inventario dei ricordi crea il mondo

ANNIE ERNAUX. Da appassionata lettrice di Virginia Woolf alla trasformazione in autrice di grande successo. L’officina della narrazione, il «noi» che alimenta la memoria collettiva e la sua collocazione femminista

Un’opera di Annette Messager, «Les restes» (2000, foto di Jacque Faujour)

Un’opera di Annette Messager, «Les restes» (2000, foto di Jacque Faujour)

Annie Ernaux ci accoglie nella sua casa a nord dell’area metropolitana di Parigi. Pensiamo alle stesse stanze descritte nei suoi romanzi: le finestre, grandissime, si affacciano sul tratto naturalistico della Valle dell’Oise, verdissima e acquitrinosa; invece la stanza dove Annie Ernaux scrive è situata a nord e la sola finestra, centrale e rivolta agli alberi del giardino, si trova simmetricamente esposta sulla scrivania. La scrittrice sceglie di risponderci riguardo alle sue narrazioni e alla condizione femminile nella società francese contemporanea. Virginia Woolf nel 1929 pubblicava «Una stanza tutta per sé», luogo simbolico della libertà intellettuale e al contempo luogo reale...

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