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Cultura

Quando l’algoritmo fa il gioco della destra

La sfida digitale. Parla la sociologa americana Jen Schradie, docente a SciencePo a Parigi, autrice di una ricerca durata dieci anni, iniziata con Occupy e conclusa durante l’amministrazione Trump che indica come l’attivismo online sia al centro delle strategie di conquista dei nuovi conservatori. Non solo negli Stati Uniti. «Mentre la sinistra usa la rete e i social soprattutto per mobilitare, i reazionari fanno informazione alternativa a quella dei media mainstream certi che diffondano notizie false»

Obvious, Parietal Burner #1, un'opera generata da un algoritmo

Obvious, Parietal Burner #1, un'opera generata da un algoritmo

Negli ultimi anni abbiamo assistito al modo in cui certi messaggi veicolati dalla destra italiana, o internazionale, relativi ad alcuni grandi temi, hanno saputo diventare virali. Per un certo periodo siamo stati ossessionati da «La Bestia» di Matteo Salvini, la macchina della propaganda social che produceva contenuti graficamente brutti ma diffondeva messaggi semplici ed estremi, generando spesso ampie reazioni in rete, tali da alimentare o amplificare il «senso comune» su determinati argomenti. E un fenomeno simile, anche se di dimensioni ben più ampie, ha accompagnato l’affermazione di Trump. Senza contare i «messaggi» NoVax, certe campagne dei Cinque Stelle o il...

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