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Internazionale

Protesta dei migranti nella prigione libica di Zawiya: «Siamo scudi umani, salvateci»

Porto sicuro. I prigionieri terrorizzati dopo la strage di Tajoura. L'inviato Cochetel dell'Unhcr denuncia la cecità dell'Europa e invoca canali alternativi ai barconi perché possano fuggire dalla guerra

«Siamo scudi umani» «Siamo noi le vittime della guerra», «Salvateci, grazie Carola, ma dov’è l’Unhcr?». Sono seduti per terra, accucciati a centinaia all’ombra di un muro, uno vicino all’altro - donne velate, uomini e bambini, tutti neri, con sguardi spauriti, spenti - tengono in silenzio questi striscioni fatti di piccoli teli che si agitano a una lieve brezza. È la protesta dei prigionieri del centro di detenzione di Zawiya sulla costa della Tripolitania, andata in scena la sera di giovedì e rittwittata ieri in un video dal sito Exodus Fuga dalla Libia che raccoglie le voci e i racconti dei...

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