L’industria del caro estinto è sempre florida, lo dimostra il caso più eclatante relativo alle decine di album con inediti di Jimi Hendrix che ancora oggi vengono pubblicati a quarant’otto anni dalla scomparsa. Anche Prince – a due anni dalla morte e a un giorno dai 60 anni che avrebbe compiuto ieri – non si sottrae alle dinamiche di mercato. Così dopo il postumo con inediti di qualche mese fa, ecco che il Prince Estate e Warner Bros annunciano per il prossimo 21 settembre la pubblicazione di Piano & A Microphone 1983, nove tracce per la durata complessiva di 35 minuti «estrapolate» da una cassetta inedita che Prince registrò nel suo studio casalingo nel 1983, ovvero qualche mese prima dell’uscita di Purple Rain, l’album colonna sonora dell’omonimo film che decretò il lancio mondiale dell’artista di Minneapolis.

«La grezza, intima registrazione, che avvenne all’inizio della carriera di Prince – spiega Troy Carter, consulente della Prince Estate Entertainment – è simile alla struttura al Piano & A Microphone tour con il quale concluse la sua carriera nel 2016». E le nove canzoni – elargite dalla Estate che continua incessante l’attività di controllo su ogni utilizzo di materiale del quale detengono i diritti i familiari della star – regalano piacevoli sorprese. Come la prima stesura di Purple Rain e di 17 Days, una sorprendente rilettura di un gioiello tratto dal repertorio di Joni Mitchell, A Case of You, e Strange relationship che sarà inserita quattro anni più tardi in Sign O’ The Times, il doppio forse più ambizioso nella carriera del «folletto», ribollente collezione di funk e soul che attirerà perfino l’attenzione di Miles Davis… Piano & A Microphone 1983, include poi una speciale versione di Mary Don’t You Weep, uno spiritual scritto durante la guerra civile americana (ripreso in più versioni, ne esiste una – magnifica – di Pete Seeger) e che sarà presente nei titoli di coda di BlackKkKlansman il film di Spike Lee in uscita negli Stati uniti il 10 agosto. Anche la copertina è studiata per fan e collezionisti, un raro scatto del backstage di Allen Beaulieu, tra i collaboratori più stretti di Prince, ripreso durante il tour del 1999.

Chissà cosa ne avrebbe pensato Prince, che ha combattuto spesso e volentieri contro l’establishment discografico e la «dittatura» delle major: «Veniamo trattati come schiavi» – aveva dichiarato in più di un’occasione. Spesso (non sempre…) fuori dalle logiche commerciali, tanto che incurante del successo di Purple Rain (13 milioni di copie) non si ripete e si tuffa in Around The World in a Day in uno sfrenato trip che mescola pop e psichedelia. Scegliendo addirittura nel 1989 di slegare completamente dal contesto dalla trama del film, le musiche del «suo» Batman – il film di Tim Burton con Michael Keaton, Kim Basinger e Jack Nicholson.

Uno sperimentatore arrivato a vendere oltre 100 milioni di dischi (sette solo negli ultimi due anni) e a portarsi a casa sette Grammy (su un totale di 38 candidature), più un Oscar con la colonna sonora di Purple Rain. Fuori dalle regole sempre e comunque, anche quando nel 1995 con Chaos and Disorder (mai titolo fu più eloquente…) risolve il contratto con i tipi della Warner.

E come gesto di sfida, si fa fotografare con la scritta «slave» (schiavo) stampata sul volto. Cambierà più volte nome: The Artist, Symbol. Una guerra lunga estenuante: a Prince che sta per pubblicare nel novembre 1999 Rave In2 The Joy Fantastic, la Warner risponde con The Vault… Old Friends 4 sale che attinge a inediti del periodo 1985-1994, senza autorizzazione dell’autore né ovviamente la supervisione finale. Una delle sue ultime mosse è dell’estate del 2015, quando ritira i suoi pezzi da tutte le piattaforme di streaming musicale per cederli a Tidal, la società ideata dal rapper Jay-Z: «per ripristinare – così sottolinea lo stesso Prince – il valore della musica con un servizio di proprietà degli artisti». Sono solo alcuni esempi che dimostrano l’insofferenza che l’autore di Sign o’ the Times provava nei confronti di ogni possibile regola e imposizione. .