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Lavoro

Porte aperte alla Fiom

Fiat. Svolta inattesa di Marchionne, che decide di dar seguito alla sentenza della Consulta: «Riconosciamo i delegati Cgil». Ma non manca il solito «aut aut»: «Senza una nuova legge, investimenti a rischio». Landini soddisfatto: «Rientriamo dalla porta principale, ma ora l’azienda ci riconosca tutte le agibilità». Convergenza con la Fim Cisl sul futuro: «Il Lingotto non lasci l’Italia»

L'ad della Fiat Sergio Marchionne

L'ad della Fiat Sergio Marchionne

La dichiarazione è «storica», ma certo di per sé non risolve i problemi industriali della Fiat, il nodo fondamentale della sua presenza (e soprattutto permanenza) in italia. Ma il fatto c’è. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha comunicato ieri alla Fiom che (citiamo dalla nota aziendale) «accetterà la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso». L’alta corte è sempre l’alta corte, e insomma aveva posto sulla diatriba, in qualche modo, una ultima parola. Ovvero che anche un’organizzazione che non è firmataria di contratto può e deve poter esercitare i...

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