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Internazionale

Più fronti aperti in Myanmar. La tregua è solo un’illusione

Pechino avrebbe sigillato i confini. La giunta militare birmana alle prese con le autonomie armate regionali e un movimento di protesta sempre più reattivo alle violenze dell'esercito. Nuove accuse alla Lady. L’inviata speciale dell’Onu paventa la «possibilità di una guerra civile senza precedenti»

Yangon, 1 aprile, i manifestanti si preparano agli scontri con la polizia nella township di Tarmwe

Yangon, 1 aprile, i manifestanti si preparano agli scontri con la polizia nella township di Tarmwe

È durata poche ore l’illusione di una tregua annunciata dalla giunta. Poi l’esercito birmano ha ricominciato la sua battaglia su due fronti: col movimento pacifico che sta ormai diventando sempre più reattivo alla violenza di Tatmadaw (i militari di cui ieri ha bruciato due esercizi commerciali a Yangon) e le autonomie regionali armate, ormai apertamente schierate dalla parte della rivolta. Mentre continua a salire il bilancio delle vittime - oltre 540 tra cui, secondo Save the Children, più di 40 bambini - l’avvocato di Aung San Suu Kyi, la leader birmana deposta dal golpe del 1 febbraio, ha reso noto...

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