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Alias Domenica

Perversità di marmo in James e Hardy

Il romanzo delle statue. Due malati racconti «italiani» di statue: L’ultimo dei Valerii pubblicato da un Henry James trentenne (1874) cui risponde, nel 1891, Thomas Hardy con Barbara della casata dei Grebe

Un acquerello italiano  di John Singer Sargent: Statua di Daphne, 1910, Boston, Museum  of Fine Arts, immagine presa da: Sargent Abroad. Figures  and Landscapes, Abbeville Press Publishers, 1997

Un acquerello italiano di John Singer Sargent: Statua di Daphne, 1910, Boston, Museum of Fine Arts, immagine presa da: Sargent Abroad. Figures and Landscapes, Abbeville Press Publishers, 1997

Un martedì di aprile del 1887, o forse un mercoledì, Thomas Hardy viaggiava con la moglie Emma su un treno diretto a Venezia. Veniva da Firenze dove si era fermato due settimane. Sembra fosse di buonumore durante quel soggiorno fiorentino, spezzato da una visita a Roma in cui lo avvolgerà invece un senso così opprimente di decadenza, magari per suggestione del Fauno di marmo di Hawthorne letto pochi anni prima, da descriverla come uno strano sonno appiccicoso di incubi. Nella memoria conserverà di Firenze l’armonia delle ore in cui era rimasto seduto sui gradini della loggia dei Lanzi mentre Emma...

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