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Editoriale

Perché la paura prende la strada dell’idiozia

La rivolta del paesotto del Ferrarese contro dodici donne e otto bambini è stata definita dalla curia una «notte ripugnante». Non si potrebbe chiamare altrimenti. Bisognerebbe andare a vedere con che faccia questa brava gente di Gorino, o come diavolo di chiama il villaggio, andrà a messa, domenica prima di pranzo, e confesserà qualche peccatuccio o toccatina e farà la comunione e se ne tornerà a casa a divorare un bel piatto di lasagne. Abbiamo paura! Ecco il grido rituale che risuona da venticinque anni nel regno di Padania, aizzato da politicanti con la bava alla bocca e giornalacci scandalistici.

Paura di dodici donne, tra cui una incinta, e otto bambini? Eh già, ma poi arrivano i padri, i mariti, i fratelli e con loro i criminali, gli imam e poi i tagliagole dell’Isis… Come no. Una ventina d’anni fa i sociologi scrivevano che i migranti delinquono perché sono senza famiglia, allo sbando. Se invece le famiglie si riuniscono, dilaga la poligamia. Se arrivano uomini, sono potenziali terroristi. Se arrivano le donne, sono avanguardia di un’invasione. Se tutti questi difensori ringhianti del campanile e dell’orto di casa avessero il coraggio di dire che provano disgusto per neri, marocchini, siriani e qualsiasi altro alieno perché è alieno, punto e basta, tutto sarebbe più onesto e più semplice.

E invece no, mica sono razzisti, loro. Hanno paura.

Ma avranno provato a immaginare la paura di quelle donne e quei bambini quando, sopravvissuti a deserti e tempeste, venivano sballottati tra autobus e caserme dei carabinieri?
Certo, tutti a singhiozzare davanti al corpicino della bambina su una spiaggia turca. Però, che questi orrori restino là, a qualche migliaia di chilometri dai nostri paesini operosi, o sulle remote spiagge di Sicilia, perché qui non li vogliamo, i loro bambini. E così, grazie alle mitologie della paura, la parola “profugo”, che significa una persona che fugge, una vittima, è diventata sinonimo di minaccia. Di fronte alla quale, chiunque si barrica in casa e afferra, per ora solo metaforicamente, lo schioppo.

Qualche giorno fa, un giornale tedesco, e nemmeno troppo di sinistra, davanti all’ennesima manifestazione dei partiti xenofobi (Pegida, Afd ecc.), si è chiesto con un gran titolo: “Ma i tedeschi sono idioti?” E ha risposto: sì, i cittadini che manifestano sono idioti, la polizia è brutale e i politici sono entrambe le cose. Se consideriamo la situazione europea, dall’Egeo alla Manica, dal mare del nord al Mediterraneo, dovremmo ammettete che l’idiozia dilaga, nelle forme più creative e pittoresche. Il filo spinato macedone, i muri di Orbàn, il cattolicesimo ultra-reazionario e iper-nazionalista polacco, le rivolte in Sassonia contro i profughi, il referendum svizzero contro i comaschi, la chiusura del campo di Calais, il Brexit contro gli operai polacchi. Dico idiozia perché quasi tutte queste decisioni o proteste si ritorcono alla lunga contro chi le promuove. L’Europa si sta decomponendo e questo non faciliterà la vita nemmeno agli elettori di Orbàn, né agli xenofobi sassoni, né ai pensionati di Gorino. E tantomeno ai furbissimi inglesi che hanno votato contro l’Europa e ora rischiano, nell’acre soddisfazione dei continentali, di andare alla deriva con la loro isola sempre più ridimensionata.

Ma in realtà non si tratta di idiozia, tranne che in alcuni casi di leader politici. Su tratta di un movimento sinistro che sta montando nel ventre d’Europa contro gli stranieri, ingrossato anche da anziani, soggetti socialmente deboli e diseredati, che scaricano su quelli che non conoscono la disoccupazione, la precarietà, la frustrazione, la solitudine o la mancanza di prospettive. E questo è un frutto avvelenato, potenzialmente letale, del cedimento dei governi, socialdemocratici in testa, alla voracità delle banche, dei cosiddetti mercati e del capitalismo globale.

La xenofobia può erompere nei villaggi, ma le sue motivazioni ultime sono da cercare nelle metropoli globalizzate e nelle roccaforti del potere politico e finanziario.

  • rocco siffredi

    Il solito parolaismo inconcludente: tanta retorica e zero soluzioni. I clandestini definiti profughi, accuse false di razzismo (come se invece di essere africani fossero stati rumeni o ucraini i cittadini li avrebbero accolti a braccia aperte), la lacrimuccia sulle donne incinte i bambini e via falsificando. I cittadini italiani che si sono ribellati al menefreghismo del governo (ammesso che quello di renzi e alfano sia definibile tale) hanno proposto una soluzione alternativa al non fare nulla. Lei cosa propone?

  • il compagno Sergio

    In effetti ha ragione Del Lago: questo post è un esempio dell’idiozia dilagante.
    I profughi non sono definiti tali, sono semplicemente tali: scappano da guerre terribili.
    “La lacrimuccia sulle donne incinte i bambini e via falsificando” (cito) è un orrore grammaticale, logico e etico.
    Non c’è nessuna falsificazione: si tratta purtroppo di dati e fatti di tutti i giorni. È un’umanità sofferente e martirizzata, confrontata a prove durissime. Ha ucciso più il muro nel Mediterraneo che il muro di Berlino.

    I cittadini italiani che si sarebbero “ribellati” hanno proposto un’alternativa? Quale? Tirare fuori lo schioppo?

    L’emergenza c’è e va affrontata sul piano europeo ma ogni Stato deve fare la propria parte.
    Questo è per quanto riguarda i profughi (essenzialmente siriani, curdi, irakiani, afgani e sudanesi).
    Che sono altro rispetto all’immigrazione dovuta a fattori economici o a catastrofi ambientali.
    Ma vista la confusione che regna nel post in questione (i profughi sono automaticamente africani, ohibó) non credo che una tale ovvia distinzione faccia parte dell’armamentario concettuale di roccosiffredi.

    Minchione di nome e di fatto.

    ps: ciò che ci rassicura è che ucraini e rumeni verrebbero anche loro accolti con lo schioppo. Il che è una prova flagrante che non si tratta di razzismo e che gli abitanti di Gorino sono profondamente equi. Un ragionamento che non fa una piega. Loro sparano a vista, equamente.

  • rocco siffredi

    Mio caro signore, visto il tono offensivo del Suo intervento non dovrei risponderLe. Mi sforzo di farlo nella speranza di aprire a Lei e a qualche altro lettore degli occhi che sono evidentemente foderati di prosciutto.
    Il caso delle immigrate di Goro vale solo come esemplificazione del problema: si tratta di immigrate clandestine, non di profughi (una ha detto che fuggiva dal padre violento, un’altra che è venuta per poter studiare). Che vogliamo fare coi flussi incontrollati di immigrazione? E’ questo che si domandano i cittadini non solo di Goro. Senza avere risposta se non il silenzio o l’inefficienza dei vari governi, il buonismo retorico di quelli come Lei e subire le conseguenze in termini economici e d’ordine pubblico che paga invece la massa della cittadinanza e che pagheranno ancor di più le generazioni future.
    Lei dice che il problema va risolto a livello europeo: può essere, ma intanto? Che facciamo? Sono anni che sento questa cantilena: risultati? Le pare che i governi della Germania o della Francia siano armati di buona volonta? O che i governi italiani abbiano l’autorevolezza oltre che la volontà di risolvere (o tentare di risolvere) il problema? Solo chiacchiere. Intanto questo Stato continua a perdere il controllo del territorio. Se uno scappa da un paese per motivi economici non è un profugo: è un emigrante. Può un qualunque paese sopportare un flusso incontrollato di immigranti? Io penso di no. E, a occhio e croce, penso che la maggioranza di questo paese concordi con me.
    Infine Lei afferma che sono i cittadini, non il governo, a dover fornire la soluzione. Devo commentare?

  • Federico_79

    Rocco, potresti per cortesia andare come migrante economico da qualche altra parte?

  • Pino

    concordo. Caro rocco se questa è la maggioranza se la tenga, preferisco di gran lunga la minoranza.

  • Alfredo

    Il potere ha bisogno degli idioti!

  • adalberto

    Mmm…io èemso che il bravo sig. Rocco sbagli a giustificare la posizione dei ‘gorini’. Purtroppo però il problema è reale ed enorme. Nessun paese è in grado di gestire una pressione simile, tanto meno il nostro. E l’accoglienza indiscriminata mi sembra che alla lunga sia insostenibile, Bisognerebbe saper pensare in grande ma nessuno ne sembra capace,

  • Federico_79

    Dovete capire che l’ immigrazione e’ un non-problema, anzi e’ una risorsa.
    Non esiste una cosa come troppi immigrati. Sarebbe come dire troppi cittadini. Sarebbe come dire che se ci fosse in Italia un boom di nascite dovremmo sopprimere i neonati perche’ saremmo in troppi. Ognuno e’ benvenuto.

  • Francesco N.

    «Paesotto», «Gorino, o come diavolo di chiama»… l’illustre intellettuale marxista insulta i poveri pescatori di vongole. Ecco la sinistra di oggi. Contento di non essere più uno dei vostri, e non tento neppure di convincervi che non possiamo e non dobbiamo accogliere tutti: siete seduti su una bomba a orologeria e non lo sapete.

  • WalterD

    Forse l’epica figura di m. degli abitanti di Gorino poteva essere evitata con un dialogo preliminare, magari una presentazione pubblica di queste povere disgraziate, uno scambio di parole con un interprete. Guardandosi in faccia le cose potevano andare in un altro modo. E’ un metodo sperimentato qui in USA (dove abito), molte famiglie siriane (musulmane) sono state accolte da comunità’ cristiane (senza nulla a pretendere) , presentandole in chiesa la domenica e semplicemente parlando. Certo qui il fenomeno migratorio dalla Siria e’ molto limitato qualche decina di migliaia ed in modo molto organizzato grazie anche alla distanza dai luoghi di emergenza. Pero’ forse invece di usare il metodo del fatto compiuto ed imporre la presenza di migranti in paesini di poche anime dove praticamente si conoscono tutti da generazioni, sarebbe il caso di agire in modo diverso. Magari innestare i migranti in citta’ più’ grandi e con più’ risorse , oppure fare una lista dei comuni che hanno strutture per ospitarli e risorse per integrarli nell’economia locale ed incentivare i comuni a creare scuole (ovviamente devono essere finanziate) di lingua e cultura italiana come prima accoglienza.

  • OttoKrunz

    Spero sia ironico