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Perché a sinistra non ha senso contrapporre i diritti

È proprio difficile uscire dal Novecento. È stato veramente sorprendente leggere la contrapposizione tra mondo del lavoro e mondo dei diritti individuali e civili, espressa da Stefano Fassina nell’intervista rilasciata ieri all’Avvenire. Un salto in un passato che si pensava lasciato alle spalle, il richiamare in vita l’accesa discussione che risale almeno ai tempi delle leggi sul divorzio e l’aborto. Quando il Pci considerava questi temi pericolosissimi diritti individuali e borghesi, non prioritari rispetto alle lotte sociali e di massa. Fa parte, o dovrebbe far parte, della formazione delle generazioni politiche post-sessantotto, una visione politica che non separa così nettamente...

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