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Reportage

Per voi i miei travagli corsari

#ilmanifesto50. Una cosa è certa. Tutti gli interventi che non ho scritto ma solo favoleggiato, immaginato già impaginati, erano per il manifesto. Il polemista che vorrei essere e non sono ha scritto settimanalmente sul manifesto, perché quella del manifesto è la comunità cui mi sento di appartenere e a cui vorrei dare il mio contributo corsaro

Luigi Pintor

Luigi Pintor

Come scrittore, nel mio rapporto con ciò che succedeva fuori di me, mi sono sempre tirato per la giacca da due direzioni. La prima segue l’istinto, quasi fisico prima ancora che intellettuale, di scrivere di getto i miei pensieri su ciò che vedo. È un istinto che mi fa portare la mano alla pistola, così si può dire: tiro fuori l’agendina, prendo nota, do forma a pensieri, ipotesi di frasi, trascrivo nomi e numeri come li vedo. La mia agenda dà conto di quella furia viscerale. Mi è molto facile, a posteriori, individuare quei momenti tra le pagine: la grafia...

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