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Editoriale

Per la Costituzione, contro le trivelle

Comunali. Un No e un Sì per scegliere i candidati

Nella attuale confusione mi sembra utile, necessario, avanzare una proposta chiara e netta. La mia proposta è che i nostri candidati alle prossime elezioni amministrative siano quei candidati di sinistra e centro-sinistra che si impegneranno, pubblicamente e chiaramente, a votare contro il referendum costituzionale, che demolisce i fondamenti della nostra democrazia sanciti dalla Costituzione. Questa dovrebbe essere la discriminante per eleggere sindaci e consiglieri.

Nessuno può dire che tra le elezioni amministrative di giugno e il referendum di ottobre non ci sia rapporto. La connessione mi sembra ovvia: le elezioni decideranno chi governerà il territorio e il referendum esalterà al massimo il potere generale di chi è al governo, anche nelle amministrazioni locali.

La democrazia e le opposizioni saranno messe in un angolo anche nei comuni, nelle province e nelle regioni.

Contro questo referendum incostituzionale – che mette tra i rifiuti i principi democratici della nostra Costituzione definiti nei tempi buoni della nostra storia nazionale – sono già scesi in campo politici e intellettuali di indiscusso livello firmando un appello del quale mi pare opportuno riportare alcuni passaggi per i nostri lettori: «… Il risultato è prevedibile: sono ridotte le autonomie locali e regionali, l’iniziativa legislativa passa decisamente dal Parlamento al governo, in contraddizione con il carattere parlamentare della nostra Repubblica, e per di più il governo non sarà più l’espressione di una maggioranza del paese. Già l’attuale parlamento è stato eletto con una legge elettorale definita Porcellum.

Ancora di più in futuro: con la nuova legge elettorale (Italicum) – risultato di forzature parlamentari e di voti di fiducia – una minoranza, grazie ad un abnorme premio di maggioranza e al ballottaggio, si impadronirà alla Camera di 340 seggi su 630. Ridotto a un’ombra il Senato, il Presidente del consiglio avrà il dominio incontrastato sui deputati in pratica da lui stesso nominati. Gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Consiglio superiore della magistratura) ne usciranno ridimensionati, o peggio subalterni. Se questa revisione costituzionale sarà definitivamente approvata la Repubblica democratica nata dalla Resistenza ne risulterà stravolta in profondità».

Per tutto questo mi pare necessario che tutti i candidati democratici alle prossime amministrative di giugno prossimo si impegnino pubblicamente fin da ora a votare no al referendum costituzionale proposto dal governo del rottamatore Matteo Renzi. E noi voteremo per questi.

Quindi la nostra campagna per il NO a questo assurdo referendum deve partire già oggi mobilitandoci già alle amministrative. Più sindaci dichiaratamente contrari al referendum saranno eletti alle amministrative di giugno e più la campagna per il No al referendum di ottobre sarà rafforzata.

P.S. L’impegno dei sindaci è importante. E l’esempio dei 12 sindaci della costiera amalfitana che si sono espressi per il Si al referendum del prossimo 17 aprile per bloccare le trivelle è da seguire.