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Cultura

Per i settecento anni del «grande fiorentino»

Editoriale. Contare quante e quali siano state le ricezioni del grande poeta della «Commedia» consentirebbe di fare il giro del mondo. Dall’Africa all’Oriente, fino alla prigionia gramsciana e ai paesaggi sonori, rileggerlo oggi è ancora esperienza di libertà

Una immagine di Gustave Dorè

Una immagine di Gustave Dorè

Questo «speciale» del manifesto lo abbiamo pensato in occasione del «Dantedì», la giornata istituita dal Consiglio dei ministri per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante. La data – 25 marzo 1300 - è ritenuta quella dell’inizio del viaggio ultraterreno raccontato nella Commedia. Il Dante del manifesto non vuole essere il Dante-monumento o il Dante-naftalina, intoccabile e inavvicinabile, che molti celebreranno. Ma neanche il Dante-evento o il Dante-intrattenimento, su cui tanti media già twittano. Un Dante né postmoderno, né esoterico, né asfitticamente accademico. Un Dante da «usare» oggi come fermento per le nostre domande, inquietudini, aspirazioni. Un Dante, per...

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